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Lo so, lo so che sono sparita nuovamente per sette lunghi giorni, più o meno, ma vi assicuro che sono stata moderatamente impegnata. E in ogni caso ora sono qui, no?
In che cosa vi chiederete (o probabilmente no) sono stata così impegnata da non riuscire a scrivere neanche un post piccino piccino?

Ebbene, il 30 dicembre la Genitrice Rambica è caduta e si è rotta il femore. Questa tenera (passatemi la libertà narrativa) signora di 93 anni è stata operata il 2 gennaio e stamattina stava in piedi sulle sue gambe. Poi ci chiediamo da chi Rambo abbia potuto prendere, eh? Probabilmente se le sparassero addosso le pallottole rimbalzerebbero. Il soggiorno della Genitrice Rambica all’ospedale ha comportato frequenti (giornaliere, direi) visite di Rambo e la Genitrice al suo capezzale e molte cose da fare nel Covo per la sottoscritta.

Il primo giorno dell’anno è ricominciato Sherlock. Potevo io esimermi dal guardare la prima puntata?? Potevo io non rivederla il giorno dopo? Potevo non apprezzare quanto Gatiss e Moffat si fossero divertiti? No, appunto. E, dato che sono una persona coerente, potevo io non guardare la seconda puntata della serie, domenica sera? Naturalmente no.
Un giorno parlerò di quanto rilassante sia per me ascoltare un inglese che parla. E’ una cosa che mi trascino da quando ho cominciato a studiarlo, l’inglese, alla pucciosa età di otto anni… Mi da sicurezza, ecco, sento nell’aria il profumo di tè, i rintocchi del Big Ben, lo sciabordio delle acque del Tamigi… Suvvia, che non ero normale lo sapevate già da tempo!😛
In ogni caso, domenica sera, un’ora prima dell’inizio di Sherlock, ho trascorso quaranta magici minuti seguendo un noiosissimo programma sull’antiquariato, che è diventato piacevolissimo e a tratti divertente , dato che l’ho commentato passo passo via Twitter con altre tre persone, due delle quali non si trovavano nemmeno a Milano. Quando penso di aver già visto tutto il brutto e il bello di Twitter, capita una cosa come questa e mi accorgo che posso attribuirgli anche, ad esempio, la funzione di grande divano cibernetico e mi rendo conto del motivo per cui ne sono felicemente dipendente.

Il giorno dopo la prima puntata di Sherlock, sono andata nel Posto di Lavoro del mese. Ho avuto modo di conoscere le persone con cui dovrò dividere l’ufficio fino al termine del progetto. Due hanno praticamente urlato la password della parte amministrativa del software di gestione a chiunque si trovasse nel raggio di trenta metri da loro, uno non riusciva ad entrare nel software di cui sopra perché non si era accorto “che la lucetta in alto a destra è accesa” (sì, è la spia del tutto maiuscolo sulla tastiera). Una quarta persona ha tentato inutilmente di accendere il terminale su cui voleva lavorare, premendo il tasto di accensione del computer collegato allo schermo della postazione di fronte alla sua.
Non vi dico nulla di più preciso sul Posto di Lavoro, perché potrei spaventarvi. Sappiate che siamo tutti in una botte di ferro, eh!

Sono stata particolarmente impegnata a non comprare libri in questo inizio del 2014, dato che non avrei avuto posto dove metterli. Ho fallito miseramente e sto aspettando la consegna di un voluminoso pacco dall’Inghilterra (insomma, 1088 pagine a 5,06 euro: un affare!!).

Di nuovo sul piano lavorativo, ho quasi asfaltato il padre di una pargola che ha commentato con tono decisamente sprezzante l’inutilità di frequentare un liceo linguistico. Forse non è stata proprio un’uscita di stile, considerando che la persona che segue sua figlia è in possesso di una maturità linguistica e che è dotata anche di una lingua particolarmente tagliente.
Ho un paio di nuovi clienti anche fuori dalla sfera pargolica, che mi stanno dando certe soddisfazioni, sia professionalmente che a livello personale. Mai sottovalutare il potere di una bella risata.
Ed eccomi dunque qui, oggi, a scrivere questo post di settecento parole o poco meno, con la polvere anche nelle orecchie (oggi pomeriggio ho smontato l’albero di Natale e il Presepe, domani mi toccherà convincere Rambo a portare tutto in cantina fino al prossimo Sant’Ambroes) e un leggerissimo e diffuso incriccamento muscolare dovuto alla mancanza di un sano allenamento in palestra in queste settimane.
Tocca tornare alla routine stregonesca, va’.