Una meravigliosa Cate Blanchett in una scena di “Blue Jasmine”

L’Apollo di Milano è uno di quei cinema di una volta, con sale piccole dai nomi altamente evocativi, come quelli delle Muse greche, per intenderci. E’ uno di quei cinema per semi-intellettuali, che in cartellone ha raramente film da blockbuster (e se li ha sono in lingua originale, perchè anche i puristi dell’original voice devono divertirsi ogni tanto).
Due delle sale(tte) sono sotto il livello del suolo, una  forse alla stessa dei treni della metropolitana, e davanti al bar ci sono ancora divanetti e poltrone a disposizione degli spettatori che attendono l’apertura della sala. Al bar si vendono graziose stecche di cioccolato su cui sono dipinti animali, prevalentemente pennuti dai colori sgargianti, che non ricordo di aver visto da nessun’altra parte. Le pareti sono dipinte di una graziosa tonalità di arancione, che probabilmente non vi brucia la retina solo grazie all’illuminazione soffusa (molto grunge, vero?) del cinema. Tutto l’insieme ha un che di romanticamente antico, come le domeniche piovose di una volta, quando andavi al cinema perchè il biglietto costava poco. Naturalmente, ieri pomeriggio a Milano non pioveva; il cielo era discretamente sereno, l’aria tiepida e la Madonnina brillante.

La descrizione dell’Apollo ha l’unica funzione di introdurvi il film che ho visto ieri pomeriggio, “Blue Jasmine” (sala Elettra, di fianco al binario della linea rossa della metro), e offrirvi un piccolo scorcio del contesto in cui mi sono avvicinata al film.

Con Woody Allen, lo premetto, non ho proprio un ottimo rapporto; mi sono piaciuti alcuni dei suoi film, ma ne ho trovati molti di più estremamente noiosi (“La maledizione dello scorpione di giada”) o eccessivamente caciaroni e ridondanti (“To Rome with love”). Ho trovato invece Blue Jasmine una pellicola davvero godibile, quasi divertente, anche se con un retrogusto un po’ amaro.
La parte da leone -leonessa, in questo caso – la fa una stupenda Cate Blanchett, e non soltanto perchè è la protagonista della storia. Avendola sempre vista in ruoli drammatici o quantomeno di una certa serietà, faticavo ad immaginarmela nei panni di una nevrotica vedova in bancarotta, eppure mi sento di dire che è assolutamente perfetta nel suo ruolo. Dubito in effetti che il film mi sarebbe piaciuto lo stesso, fosse stata a protagonista un’attrice di minor talento.

Ne consiglio assolutamente la visione a tutti quelli che hanno un po’ di tempo libero durante queste vacanze di Natale (per chi le ha), dato che il film è uscito nelle sale ad inizio dicembre e non credo che sopravvivrà all’ondata di film prevista per gennaio 2014. ^^
Attendo vostri eventuali commenti e precisazioni.