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Dato che la sottoscritta è riuscita a sopravvivere alla Tre Giorni ancora una volta, ha ben pensato di dedicare la mattinata del day after a visitare la mostra Brain, ospitata dal Museo di Storia e Scienza Naturale di Milano.

Ne avevano parlato tutti come di un’installazione bellissima, moderna e interattiva, e devo dire che un paio di marchingegni carini ci sono anche, ma forse l’organizzazione poteva essere migliore.

Tanto per cominciare, c’era troppa gente all’interno del percorso, che quindi non si è potuto godere appieno. Io avevo già il mio bravo biglietto in mano all’apertura della mostra, eppure le sale erano già moderatamente piene… che senso ha fare una mostra interattiva se poi, causa troppa affluenza, non puoi interagire?? Forse si poteva calcolare un numero di massimo di biglietti da vendere all’ora, o escogitare qualche altro sistema per non creare degli ingorghi inevitabili davanti ai video o davanti agli strumenti interattivi.
E poi, bisogna decidere; o puntiamo all’interazione con le installazioni, e quindi il visitatore impara principalmente utilizzandole, oppure ai cartelloni informativi. In Brain ce ne sono davvero tanti, che contengono tra l’altro informazioni poco specifiche, e con colori quantomeno discutibili. Non pensate, signori organizzatori, che per mettere in piedi una mostra sul cervello si debba conoscere e saper applicare anche qualche principio dell’ottica? Alcune frasi erano assolutamente illeggibili a causa del colore con cui erano stampate… certo, a meno di non stare a meno di 15 cm dal cartellone, ma poi come facevano gli altri visitatori a leggerlo?

E’ stata tuttavia una mattinata piacevole, e spezzando una lancia a favore della mostra, dico anche che qualche “giochino” strappava un paio di sorrisi. Bastava riuscire a metterci le mani sopra. ^^