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Come anticipato, ho trascorso parte di questo weekend lontana dalla mia adorata patria, la Milano della Madunina e del Domm, un po’ poco da bere in questo periodo, ma sempre gran Milan.😉

La grata occasione per questa gita fuori porta è stata il compleanno di una persona di cui non v’è dato sapere l’identità, la meta (sono sicura che i più brillanti di voi l’avranno intuito dal titolo del post!) Bologna.
Bologna è una città con cui non ho mai avuto un feeling particolare, lo ammetto, ma in questi due giorni di fine dicembre l’ho trovata quasi amichevole – complice probabilmente il tempo clemente e la compagnia assolutamente d’elite, e non solo perchè tutte le persone normali ci scansavano. Dopo circa sette ore totali di camminata per i portici di questa città, cosa posso dirne?

Cominciamo con il fatto che, a Bologna, non si attraversa in modo normale.
Insomma, i semafori non se li fila nessuno! Ho visto gente attraversare paciosamente strade ampie e trafficate, incurante del semaforo rosso che pendeva sulle loro teste come una spada di Damocle… e le auto che si fermavano senza nemmeno un suono di clacson, un insulto, una bestemmia! Fosse stata Milano e non Bologna, si sarebbero consumate stragi sanguinose ad ogni incrocio, laggiù invece tutto era normale, ovvio. Tranquillo.

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A Milano ci si da appuntamento sotto al Cavallo, oppure davanti al Duomo. Considerate le dimensioni di entrambi e l’affollamento medio di piazza del Duomo (perchè naturalmente anche il Cavallo è davanti al Duomo), appare subito chiaro che si tratta di un luogo di ritrovo poco pratico e che le reali probabilità di trovare il proprio amico senza effettuare quantomeno una chiamata al cellulare e due o tre giri della piazza sono rasenti lo zero. L’equivalente bolognese di davanti al Duomo è sotto al Nettuno.
Il Nettuno è il signore nudo armato di tridente che ha sede sopra la fontana omonima, a pochi passi da piazza Maggiore. Un luogo circoscritto, non eccessivamente affollato, facile da trovare. Che non si dica che i bolognesi non hanno senso pratico.

Proprio su piazza Maggiore c’è la basilica di San Petronio, credo la chiesa più famosa della città. Vale la pena di visitarne l’interno e soprattutto di girarci attorno. Così potrete essere testimoni di quanto storicamente ai bolognesi piaccia finire le cose.

Sì, è una finestra "tagliata a metà". Chi ha bisogno di un transetto, infondo?

Sì, è una finestra “tagliata a metà”. Chi ha bisogno di un transetto, infondo?

Poco lontano dalla basilica, avrete anche la possibilità di risparmiare tempo e visitare sette chiese in una.😛
Parlo in realtà della chiesta di Santo Stefano, complesso che può vantare la presenza di sette chiese costruite più o meno una sull’altra e di un tempietto di Iside di cui rimane giusto qualche colonnina.

Il mio consiglio, se visitate Bologna, è quello di munirvi di una guida che sappia dilettarvi con curiosi aneddoti sui luoghi da cui passerete, ad esempio chi è morto in quella tale piazza, quale ala della stazione dei treni è esplosa. Cosa è successo con il palchetto ligneo di Carlo V buonanima, quella volta che l’avevano montato in piazza Maggiore… Tutte cose gioiosamente natalizie, tutte curiosità che conferiranno un altro sapore alla vostra visita, ecco.
Tra una risata e l’altra, dicevo all’inizio del post, Bologna mi era quasi simpatica; confesso però che mi sono quasi commossa quando ho visto i primi afflati di nebbia milanese in autostrada, durante il viaggio di ritorno. Avrei quasi abbracciato il primo automobilista che mi ha suonato il clacson quando ho osato attraversare la strada di fronte al Covo sulle strisce e col semaforo verde, con una flemma ancora troppo poco milanese…😉