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A Samhain, si sa, si tirano le somme.
Un anno finisce, se ne va e porta via con se tutto quello che gli affidiamo.
Io vorrei sempre affidare tanto all’anno che muore, e alla fine invece tendo sempre a tenermi più della metà di quello che vorrei dar via. Mettete che poi all’Anno Vecchio esce un’ernia e mi fa causa!
Sono una che accumula: dati, informazioni, insegnamenti, cose e ricordi. I ricordi in particolare: gli elefanti mi fanno un baffo, io non mi scordo nulla, e può darsi che questo non sia sempre un bene.

Ma, bando alle ciance, oggi è Samhain, e bisogna fare il punto della situazione.

In quest’anno ho tracciato una linea di demarcazione piuttosto netta, e l’ho fatto quasi senza accorgermene. Da una parte sono rimasta io, con le persone che sento mie, dall’altra chi è nel mio mondo, ma solo per un accidente. Mettere in ordine fa sempre bene, curioso che io ci sia riuscita così facilmente dopo anni che tentavo di convincermi a farlo.

Quest’anno ho festeggiato proseguimenti e traguardi e ho assistito a qualche conclusione. Ho sostenuto chi volevo sostenere perchè volevo farlo, e che fosse giusto o meno è tutta un’altra storia. Ho avuto riscontri positivi, altri che forse sono negativi, forse no, ma che è meglio che chiariscano la loro natura alla svelta, prima di cominciare ad annoiarmi.

Quest’anno ho approfondito delle conoscenze.
E cavoli, nel 75% delle volte (e con tutte le ripetizioni di matematica che ho dato quest’anno, posso assicurarvi che il dato è corretto) è stata una decisione positiva: non mi capitava da un po’. Ho conosciuto anche persone nuove, e ho appurato che il mio istinto è preciso come sempre. Tenere affilate le proprie armi è una delle regole che ci si aspetta che la figlia di Rambo segua, giusto?

Quest’anno mi sono arrabbiata spesso, mai troppo, ho indugiato un paio di volte sul baratro dello sconforto e ancora un paio davanti al promontorio della paura. Tutti luoghi affascinanti, ma che non si addicono ad una visita lunga, perciò sono tornata indietro talmente in fretta che nessuno si è accorto che sono stata via.

Quest’anno ho insegnato a pargoli che potrebbero meritare la mia attenzione e ad altri talmente imbecilli da non riconoscere un’anafora dopo due ore che ne stavo spiegando i significato. Ho festeggiato il trasferimento di uno di questi ultimi in un altro stato (non per colpa mia: chissà come mai, tengo a precisarlo) e contato le ore dalla fine della scuola di un’altra, per poi scoprire che vorrebbe riprendere le nostre lezioni. Ho dunque previsto che quest’anno non avrei trovato un buco libero per lei.

Quest’anno ho fatto ridere, nel senso buono. Ho rallegrato le giornate di qualcuno e ne sono felice, perchè una risata in più fa sempre bene a chi la fa, ma anche in chi la provoca.

Quest’anno ho visto gente davanti ad una scelta. Qualcuno si è buttato, qualcuno è tornato indietro, altri ancora indugiano. Ho gioito per i primi, ho compatito i secondi e non mi sono curata degli ultimi, che dovevo buttarmi anche io in un progetto nuovo che spesso mi esalta e che un paio di volte mi fa paura. Ma così deve essere.

 

Voi, quest’anno che avete fatto?
I miei auguri di un felice Samhain.

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