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Dopo aver promesso a non una, ma ben due blogger di far loro sapere cosa pensavo di questo film, non potevo evitare di scriverne una recensione.
Cominciamo col dire che, nonostante le critiche positive, pensavo fosse di qualità molto inferiore a quello che poi si è rivelato. Voglio dire, l’ultima volta che ho visto Chris Hemsworth in panni diversi da quelli del dio del tuono era affiancato dalla più insipida Biancaneve del creato e brandiva un’accetta. Un’accetta, signori.
E poi, che fascino può avere la storia vera (che quindi sai già come finisce! Grande suspance!) di due piloti di formula uno?

E invece mi trovo ad ammettere che Ron Howard, il regista, ha fatto davvero un ottimo lavoro con la sua ultima fatica e che “Rush” è un film assolutamente godibile, a tratti quasi commuovente.
Il ritmo narrativo è buono e ho trovato la scelta delle inquadrature perfetta per il tipo di narrazione: non particolarmente originale, forse, ma ben calibrata e sostenuta da una colonna sonora non eccezionale, ma pregnante.
Il copione ha i suoi momenti di puro americanismo, uno fra tutti l’incontro di Lauda con probabilmente gli unici due napoletani doc che si trovavano a passare con l’auto tra le vigne situate a mezz’ora da Trento nel ’76, e di scontatezza. Non è detto che un buon copione non debba contenere delle battute banali, certo, ma forse ci si poteva trattenere in un paio di occasioni.

Ho i miei bravi dubbi sulla scelta del cast.
Daniel Brühl e Chris Hemsworth sono autori di due buone performance, senza dubbio, e se Hemsworth (non è solo bello, sa anche recitare! Tu guarda!) è stato chiaramente facilitato dalla grande somiglianza fisica con il suo personaggio, va fatto un grande applauso al reparto trucco per la trasformazione di Brühl in Lauda, sia prima che dopo l’incidente. Se l’intento di Howard era mettere in secondo piano qualsiasi personaggio possa aver minimamente interagito coi due piloti, la scelta degli attori non è poi malaccio; gli altri interpreti sono ingiudicabili perchè hanno veramente pochissimo spazio per emergere, è vero, ma anche perchè non sembrano in grado di farlo. Se invece, come sembra possibile a giudicare da alcune scelte narrative, il regista voleva sottendere al fatto che l’universo di Hunt e Lauda contenesse altro all’infuori del rispettivo avversario, uno o due attrici/attori più incisivi li poteva trovare.

Come dicevo, però, il film è veramente bello. L’unico difetto che mi sento di evidenziare è collegato alla trama del film stesso.
Se scegli di raccontare in una pellicola l’accesa rivalità tra due piloti, è chiaro che sarai portato a “epicizzare” tale rivalità, e per farlo anche i due protagonisti dovranno prendere alcune caratteristiche proprie dell’epica. I due piloti di Howard però hanno una luce un po’ troppo eroica, secondo il mio gusto, anche se i loro difetti caratteriali non vengono nascosti. Ho trovato insomma la resa dei protagonisti un po’ troppo edulcorata, romantica quasi, che è quello che ci vuole perchè il pubblico si immedesimi di più in loro, ma che fa perdere un po’ di veridicità alla narrazione.

Come sempre, dato che il doppiaggio italiano è quello che è, rimango in attesa di rivedere il film in lingua originale e ampliare o modificare la mia opinione a riguardo.😉