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Non penserete mica che io non abbia paciugato nulla in questi ultimi mesi, vero??

Ebbene, rassicuratevi. La sottoscritta ha paciugato seguendo i suoi soliti ritmi, ma ahimè senza testare nuove ricettine… Fino a qualche giorno fa, quando, complice una giornata particolarmente stancante e faticosa, ho deciso che un po’ di nuovo comfort food sarebbe stata una buona idea.

Ed eccomi dunque nella cucina del Covo, nel primo pomeriggio di un paio di giorni fa, tutta presa a convertire al gluten free una ricetta per il Pane all’Uva, sgraffignata al La Cucina della Strega, blog sempre pieno di paciughetti che danno proprio la giusta ispirazione per rimediare ad una giornata andata storta.

La mia versione è naturalmente senza glutine (cliccate sul link qui sopra per gli ingredienti originali) e, dato che non li amo particolarmente, non prevede l’utilizzo di nessun preparato per dolci. Voi potete sempre rimaneggiare il paciugo a modo vostro, sia chiaro, oppure replicare quello di Jessica, sicuramente più esperta di me e incredibilmente più dotata nella fotografia. Cominciamo?

Vi serviranno…

200 g farina di mais fioretto;
200 g farina di riso;
100 g fecola di patate;
300 g latte (grammo più, grammo meno… capirete perchè);
250 g zucchero;
2 bustine di lievito per dolci;
1 kg di uva nera lavata, asciugata e denocciolata;
semi di anice a piacere.

Incomincio queste istruzioni per un profumato e paciugoso pomeriggio consigliandovi di mettervi un grembiule prima di togliere i semi dall’uva, perchè il succo macchia e se vivete con una maniaca del pulito come la Genitrice potreste non sopravvivere fino ad assaggiare il risultato delle vostre fatiche. Se sentire sotto i denti i semi dell’uva non vi da fastidio potete ovviamente saltare questo passaggio (il grembiule però mettetevelo in ogni caso: non si sa mai!)
Sciogliete lo zucchero in, diciamo, 250 ml di latte e tenete da parte quello che avanza. Incorporate lentamente le farine con le bustine di lievito e mescolate aiutandovi con una frusta, per evitare di fare grumi. A questo punto, potreste dover aggiungere il latte che avete tenuto da parte: l’impasto da ottenere dev’essere molto morbido, per intenderci, della consistenza della crema pasticcera. Assicuratevi di aver amalgamato tutti gli ingredienti, poi unite i semi di anice (e inalate bene il loro profumo: non è straordinario come vi sentiate già di umore migliore?) e i chicchi d’uva.
Piazzate il vostro paciugo in una teglia capiente, spolverizzate con un po’ di zucchero e cuocete il tutto in forno a 180°C per 45, 50 minuti. Il dolce sarà estremamente morbido anche da cotto, quindi è meglio evitare di maneggiarlo finchè non si è raffreddato del tutto.

Il risultato dovrebbe essere più o meno quello che vedete qui in foto, il profumo, tale da riempire l’intera vostra dimora così come ha pervaso il Covo Stregonesco.

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Dai miei esperimenti, posso dirvi che è sicuramente uno di quei paciughi che migliorano l’umore (ce ne sono altri?) e che conserverà intatta la sua morbidezza per due o tre giorni, se conservato in un contenitore tipo tapperware. Data l’assenza di burro e uova, è anche un dolcino leggero leggero che si può consumare a colazione per addolcire le umide giornate di inizio autunno, oppure potete lasciarlo per un dopopranzo particolarmente dolce e gustoso… Un ultimo consiglio: state un po’ indietro con lo zucchero se avete intenzione di abbondare con l’anice, o il vostro paciugo risulterà troppo dolce.