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Prendete una persona pucciosa.
O quantomeno una persona che trovate pucciosa, magari anche a scapito delle sue impressioni in materia. Vestitela con qualcosa di puccioso, che so io, un miniabito vintage anni sessanta con un coprispalle lungo bianco a maglia fine.
Adesso mandatela a sorvegliare un corso di danza moderna per bambini 3-10 anni.

Nello stesso momento, ditele che è arrivato il toner della stampante, quello che le avevate fatto precedentemente ordinare via Internet. Ditele che deve cambiare il toner con urgenza e fatele aprire il pacco. Osservatela mentre scopre che c’è stato un errore, che al posto del toner hanno inviato la ricarica del toner.
Ditele perentoriamente che non c’è tempo per rimandare indietro l’ordine, che deve cambiare il toner all’istante e fornitele qualcosa per evitare che si sporchi il vestito. Un grembiulino da cucina rosso a righine bianche, con la tasca davanti a forma di cuore dovrebbe andare bene. Fornitele anche un paio di guanti usa e getta, così che non si rovini le unghie.

Abbiate cura di incasinare la stampante quanto basta perchè il soggetto sia costretta a smontarne una metà per reperire il toner da cambiare (che non dovrà essere un comunissimo nero: meglio un colore solare e facilmente visibile come il giallo canarino). Osservatela mentre estrae il tappo a spinta dalla cartuccia, armata di un tagliacarte, svuota l’inchiostro residuo in una busta di plastica e riempie la cartuccia vuota della ricarica, il tutto in una nuvola di polvere gialla. Passatele il chip da sostituire e informatela che siete sprovvisti del cacciavite adatto per svitare la minuscola vite che lo tiene al suo posto.

Se la persona che avete scelto ha molto senso pratico, oppure ha visto almeno due volte ciascuna puntata di McGiver e dell’A-Team, trasformerà velocemente una graffetta in un cacciavite di fortuna, oppure chiederà all’insegnate di karate del corso di bambini il suo coltellino svizzero. Se volete, potete a questo punto prendervi qualche minuto di pausa per riflettere sull’esatto motivo per cui un’insegnante di karate per bambini giri con un coltellino svizzero nella borsa.
Tornate al vostro soggetto, che vi ha appena informato che la piccola vite è spanata. Chiedetele di scrivere quindi all’assistenza del sito a cui avete ordinato il toner (c’è scritto “assistenza immediata via chat”!), guardatela attendere con trepidante attesa che qualcuno le risponda, senza successo. Ditele di provare comunque a lavorare sulla microvite spanata. Osservatela, pucciosa in un abitino puccioso con un grembiulino puccioso, mentre smadonna come uno scaricatore di porto che ha avuto una cattiva giornata nella toilette dello staff, finchè non riesce a montare il nuovo chip al suo posto.
Fatela uscire dal bagno, lasciate che passi davanti alle mamme delle bambine di danza, che sorrida loro con fare cordiale e che saluti le bambine. Lasciate che ricordi alle mamme che è proprio ora di pagare per il corso delle figlie, che stia attenta che le bimbe non si uccidano a vicenda prima che arrivi la loro maestra. Non obiettate mentre altri clienti esprimono la loro curiosità sul suo abbigliamento con battute di dubbia simpatia e che lei risponda gentilmente che no, non sta lavando i piatti e che il menu del giorno prevede toner di stampante all’arrabbiata. Il tutto con detto toner giallo e carico in mano.

Fatele a questo punto montare il toner nella stampante e rimanete nei paraggi mentre questa non lo riconosce. Cogliete, se potete, ogni espressione di rabbia e frustrazione trattenute dal soggetto mentre vorrebbe, ma non può, urlare contro la stampante e prenderla a calci.
Ditele che così non può andare, che bisogna recuperare un nuovo toner, subito. Poi mandatela a fare le iscrizioni di danza e anche a gestire dei nuovi clienti, col sorriso e senza grembiule. Lasciate che si accorga con orrore che si è rovinata lo smalto nella procedura sopra descritta.

Ecco, avete creato un pucciosissimo caso di rabbia irrefrenabile.
Ora correte.