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Eccomi qui, sono tornata!
Avete sentito la mia mancanza? Immagino di no. Io di sicuro mi sono goduta la mia vacanza quasi del tutto priva di tecnologia. ^^

Sono tornata al Covo un paio di giorni or sono (arriverà un post riassuntivo della vacanza, abbiate fede!), ho disfatto le valigie, mi sono rimessa nell’ottica di ricominciare a lavorare e, arrivata alla geniale conclusione che per lavorare bisogna necessariamente spostarsi da casa e che la Rambocar rimane ad esclusivo appannaggio di Rambo, sono andata a rinnovare l’abbonamento atm.
C’è mancato poco che venissi colta da un infarto nell’apprendere del “ritocchino” ai prezzi degli abbonamenti.

Di questa piccola modifica se ne parlava già da tempo e si era anche abbastanza preparati, avendo già vissuto il trauma dell’aumento del prezzo dei biglietti urbani. Ma che tipo di ritocco sarebbe stato applicato alle quote degli abbonamenti in soldini, neanche atm lo sapeva. Ieri è arrivata la comunicazione ufficiale.

Il prezzo di un abbonamento urbano intero mensile passa da 30 a 35 euro.

Un aumento di cinque euro di botto che ti rimane per un po’ sul groppino, ma che in fondo non è poi così illogico; stiamo sempre parlando della possibilità di viaggiare illimitatamente su qualsiasi mezzo atm rimanendo nei confini di Milano per tutto il mese. Cinque euro per l’abbonamento intero li spendi anche (e cerchi di dimenticarti tutti i disservizi, i ritardi e la scortesia del personale atm, stupidamente fiducioso che sia acqua passata).

L’abbonamento ridotto under 26 urbano mensile passa da 17 a 22 euro.

Ancora cinque euro di aumento che paghi un po’ meno volentieri; gli under 26 non sono un categoria protetta? Cinque euro in più tutto d’un colpo sarebbero teoricamente meno sopportabili per loro che per un qualsiasi cittadino che usufruisce dei servizi di trasporto pubblico. In ogni caso, e con una punta di amarezza, pago i miei ventidue euro quasi senza fiatare e cerco di trasformarmi in una di quei stupidamente fiduciosi di qualche riga fa. Inutilmente.
Ma il bello deve ancora venire.

L’abbonamento urbano mensile ridotto per gli over 60/65 passa da 16 a 30 euro.

Un aumento, signori, di quasi il 100%! Ai così detti anziani, la categoria più protetta di tutte!
Alla notizia sono rimasta senza parole. Alla Genitrice, che era con me e che doveva pagare il suo abbonamento, è venuto un leggero collasso. Lei ha fiatato eccome, bisogna dirlo, soprattutto alla notizia che avrebbe potuto richiedere una tessera speciale, se over 60 e con un reddito inferiore ai 20.000 euro l’anno. Dato però che si trattava pur sempre della Genitrice e non di Rambo, non ci sono stati morti o feriti.
Mi piace sottolineare ancora una volta che io ho mantenuto il mio stato Zen, anche se l’espressione serafica mi ha abbandonato per qualche minuto. Non ho aggredito il povero ragazzo del baracchino, che con gli aumenti non c’entrava nulla, non ho protestato vivamente e non ho domandato a tutta la stazione che cosa diavolo avevano in mente atm e Pisapia. Ma se l’avessi fatto, non avrei avuto interamente torto, non trovate?

 

Perchè sono consapevole che siamo in un periodo di crisi, che mantenere una rete di trasporti pubblici come quella di Milano costa moltissimo e che atm ha le sue esigenze. Capisco che ci sono costi di gestione che non possono essere tagliati, come la manutenzione, la cura delle scale mobili (a proposito, qualcuno mi dica che riprenderanno a funzionare tutte, e non a fermate della metro alterne), i controlli di sicurezza. Sono anche tranquillamente disposta ad ammettere che, in fondo, la rete di trasporti pubblici milanese funziona bene, molto meglio di altre in Italia e in Europa.
Però mi piacerebbe tanto avere l’occasione di parlare con la Mente Illuminata che ha deciso l’ammontare di questi ritocchi e la loro distribuzione, tanto per afferrarne a logica. Poi, se lo Zen non funziona e la mia mente non si dimostra illuminata quanto la sua, il reparto delle ricerche del personale atm avrà del lavoro da svolgere.