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Ci siamo quasi.
Tra qualche giorno la sottoscritta si metterà in viaggio per raggiungere una bella spiaggia assolata, determinata a fare una grande quantità di nuotate e di passeggiate, il tutto unito a taaanta meditazione per superare più o meno indenne la convivenza con alcuni parenti rambici.
Eh sì, perchè si da il caso che quest’anno la missione di babysitteraggio della Genitrice Rambica tocchi a noi. Quindi, prima dell’alba di un giorno vicino, ma non meglio precisato, la sottoscritta si metterà in macchina con Rambo e la Genitrice e raggiungerà la Patria Natale Rambica, dove la Genitrice Rambica ha preso possesso della dimora estiva da fine giugno. Se sono entusiasta di partire per le vacanze?
Beh, vediamo i lati positivi.

Tanto per cominciare, quest’anno sono sicura che non avrà problemi col cibo.
Tutte cose sane, coltivate praticamente in loco e cucinate come solo la Genitrice Rambica sa fare. La colazione, la cena e il pranzo sono assicurati, ragazzi! E ci scappa pure la merenda.😉

D’altra parte, mi duole relazionare che l’unica buona qualità della Genitrice Rambica è, appunto, di essere brava in cucina. Si tratta infatti di una signora decisamente egoista e testarda, che alla veneranda età di 92 anni non ha saputo rinunciare a rivedere la sua cittadina natale, che intende andare a messa ogni giorno per il rosario (e non ci vede bene, quindi qualcuno la deve accompagnare), che la sera vuole uscire a fare la passeggiata e che non ha intenzione di tornare a casa prima di mezzanotte. Non male, vero?
Dato che sembra che non ci sarà alcun altro parente rambico a condividere la missione di babysitteraggio (ma io scommetto quelle che volete: ci saranno delle sorprese), le giornate nella Patria Natale Rambica saranno così programmate.

Ore 7:00, sveglia, colazione. Rambo e la Genitrice vanno a fare la spesa, perchè la Genitrice Rambica esige che la spesa si facia fresca tutti i giorni. E che si vada al mercato “di sotto”, con conseguente risalita delle antiche scalinate carichi di buste di frutta e verdura. Ho consigliato ai genitori di mentire spudoratamente e di accontentarsi del mercato più vicino. Occhio non vede, cuore non duole, no?
Ore 8:30 massimo, discesa verso la spiaggia (che volete, ci piace il mare al mattino presto). Bagni di sole e di mare, tradizionale passeggiata chilometrica mia e di Rambo sulla spiaggia, doccia ghiacciata per portar via la salsedine, culturista sborone da osservare mentre fa il bagno nell’acqua bassa perchè non sa nuotare.
Ore 13:00, pranzo in casa. La Genitrice Rambica è fiscale sull’orario, ciò significa che la risalita verso la dimora deve cominciare una mezz’oretta prima, per andare a passo della Genitrice. Al pranzo, completo di frutta, caffè-e-dolcetto e lamentele della Genitrice Rambica sul fatto che non può mangiare più tanto pane come una volta (…si entra nel primo stato meditativo della giornata, nel vano tentativo di evitare di rispondere alla Genitrice Rambica che quantomeno lei può ancora mangiarlo, il pane), segue un meritato periodo di relax.
Ore 16:00/16:30, tradizionale orario per la discesa in spiaggia. Qualcosa quest’anno dovrà cambiare in quanto il rosario già citato comincia alle 17:30 e la Genitrice Rambica intende parteciparvi. L’idea più pratica sarebbe quella di fare a turni, un giorno ce la porto io, un giorno la Genitrice e un altro Rambo, ma credo che l’idea non piaccia moltissimo al genitore. Traete le vostre conclusioni considerando che si tratta di sua madre.
L’altra idea è che Rambo e la Genitrice partano alla volta della spiaggia nell’orario stabilito, che io parcheggi la Genitrice Rambica in chiesa alle 17.25 e che poi mi fiondi in spiaggia saltando i gradini antichissimi di cui sopra a gruppi di quattro. Se sopravvivo sono molto allenata, oppure ho comprato delle infradito molto resistenti.
Ore 19:30, ritorno dalla spiaggia e recupero della Genitrice Rambica che attende fiduciosa sulle panchine fuori dalla chiesa, mentre spettegola con sua sorella e le altre comari. Seguono commenti sussurrati ma udibilissimi su quello che abbiamo indosso, come ci vanno le cose a Milano (sanno sempre tutto, è incredibile! Ch ha bisogno della CIA?), che assurdo taglio di capelli che ho. Doccia.
Ore 20:00, massimo 20:15, cena. E scattare, che la Genitrice Rambica vuole uscire per le 21:00.
Ha quindi inizio la lunga trafila delle vasche, un percorso invariato dalla nota dei tempi per tutto il paese, alla velocità strabiliante di due metri al quarto d’ora, con frequenti soste di 17,5 minuti in media (siete stupiti della precisione? Provate a stare voi in piedi, senza niente da fare, ogni due per tre. Calcolerete il tempo di attesa come me, e se portate un block notes potrete anche costruire un grazioso grafico) per salutare conoscenti e parenti (aka, tutto il paese) e scambiare quattro chiacchiere con loro.
Come dicevo, non è permesso tornare a casa prima di mezzanotte precisa, quindi c’è il tempo anche per bere un bicchierino di vinsanto (l’alcol, unito alla meditazione, mi salverà!) ai tavolini all’aperto di un grazioso localino tipico, sgranocchiando cantucci, ascoltando almeno una volta a serata la Genitrice Rambica lamentarsi di non poter più addentare i biscottini come una volta mentre se ne fa fuori cinque o sei con aria patita. Di fronte alla sottoscritta che è oramai nel terzo, almeno, stato meditativo della giornata.

Più che una vacanza, un piano di guerra quindi.
Ma crescendo con Rambo uno ci si abitua😉

 

P.S. Qualcuno di voi non ha mica da prestarmi un paio di razzi di segnalazione? I miei devo averli lasciati nella giungla.