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Brutta razza, i committenti, eppure necessaria al sostentamento dei poveri copywriter.

In questi giorni si suppone che io debba trovare un argomento interessante sul quale scrivere un articolo che catturi l’attenzione del pubblico e per il quale sono pagata meno di quanto dovrei, e soprattutto che non viene apprezzato quanto si dovrebbe.
Eppure, il fatto stesso che tu paghi qualcuno per creare qualcosa presume che tu voglia vedere l’esito di quello sforzo creativo, no? Che tu lo esamini attentamente, che ne trovi i punti forti e le eventuali pecche, che tu sappia dire qualcosa a riguardo all’autore. E invece no. Anzi, nel caso di cui scrivo è generalmente l’autore (leggasi, io) che deve far notare al committente che l’articolo è fuori da cinque giorni e che magari sarebbe ora di leggerlo. Tanto per farsi un’idea.

Non mi aspetto lodi sperticate o un bouquet di fiori ad ogni parola che scrivo e ad ogni virgola che metto, ma un vago, indefinito accenno di riconoscimento al mio lavoro non sarebbe male.