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Confessate, ve lo siete chiesto anche voi!
Insomma, non avete potuto non accorgervene, è talmente evidente. Avrei mai potuto, io, commettere una mancanza tale, nei vostri confronti, da non fare più un minimo accenno a loro? Mai!
E, allora, dove sono finiti?

Sto parlando del Socio, della Genitrice Rambica e di tutti i Parenti Rambici in generale, insomma di quelle graziose personcine che hanno contribuito a rendermi l’autunno e l’inverno alquanto difficili. Dove sono, ordunque?

Confesso che, per quanto riguarda il Socio, me lo chiedo anche io.
Insomma, ha passato mesi a non perdere la più piccola occasione di rompermi i m-… ehm, no, quello è il Presidente della Regione. Dicevo che il Socio ha passato mesi a mettermi i bastoni tra le ruote, a criticare il mio lavoro, a far presente a Rambo ogni piccola inezia e ad uscirsene fuori con idee talmente assurde che nemmeno un alcolista dopo una rimpatriata con una bottiglia di gin, e adesso… Sono mesi che non ne ho notizie, ci credete?
Ci sono momenti in cui ho quasi l’impressione di essermelo immaginato per tutto questo tempo, poi scorgo una sua mail tra quelle riguardanti il bilancio dell’attività rambica, oppure mi chiama suo figlio fingendo di essersi ammalato per poter saltare il suo turno di sorveglianza nei weekend, e io mi rassicuro. No, nemmeno con la mia non comune immaginazione avrei potuto creare un personaggio (e la sua progenie) talmente pirla. Insomma, il Socio esiste, ma il suo lavoro di consulenza lo sta tenendo occupato e io non me ne lamento.

La Genitrice e i Parenti Rambici sono invece sempre presenti, ma sono mesi che non mi preoccupano più di tanto.
A metà aprile hanno preteso un incontro in stile summit del G8, per pianificare dettagliatamente i turni della Casa Vacanze (aka, Covo Estivo Provvisorio, aka CEP), in modo che la Genitrice Rambica che voleva come sempre passarci l’intera estate (<<Finchè sono viva, voglio vedere la mia Madonnina!>> peccato che la detta statuetta si trovi a 800 km di distanza: quisquiglie!) non si ritrovasse da sola. Insomma, ha una salute di ferro e una testa più dura del granito, ma la sua età l’ha raggiunta e non la si può mica lasciare da sola. Ad ogni modo, abbiamo compilato la tabella (ovvero, hanno trascorso due ore a rimpinzarsi di colomba e uova di cioccolato, poi ho preso in mano la situazione e redatto la tabella di cui sopra) con tutte le dovute precisazioni del caso. Naturalmente, l’unico nucleo famigliare che per ora sembra rispettare i turni stabiliti nel summit, pardon, nella riunione famigliare è quello composto dalla sottoscritta, dalla Genitrice e da Rambo.
Prima della partenza, la Genitrice Rambica ha accusato un’ampia serie di malesseri poco definiti, ha fatto accomodare il medico curante in salotto un giorno sì e l’altro pure, ha preteso antibiotici, farmaci e chi ne ha più ne metta, salvo poi guarire miracolosamente subito dopo la prenotazione dei biglietti per il pullman, verso il Luogo Natale Rambico. Guarda caso.
Ci terrei, a questo punto, a precisare che la sottoscritta lo sapeva. Sapeva che la Genitrice Rambica non stava poi così male, che sarebbe stata da favola una volta arrivata ai piedi della sua Madonnina (ma ne hai una di quattro metri e passa a Milano!), che non c’era da preoccuparsi. Ero l’unica a pensarla in questo modo, avreste dovuto sentire le preoccupazioni esternate dalla Genitrice (la mia) e dalle Zie Rambiche… Ma che Strega sarei senza uno straccio di preveggenza?

In ogni caso, la Genitrice Rambica è a 800 km di distanza da me, sente ogni giorno la Genitrice per telefono, quando io mi sono già convenientemente recata al Posto di Lavoro, e per il momento i suoi desideri, i suoi finti malesseri e le sue prepotenze travestite da modestia e sottomissione mi sono innocui. Gli Zii Rambici stanno ognuno a casa sua, chiamano quando hanno bisogno (cioè mai, in questo periodo) e altrimenti si accontentano di farsi gli affaracci loro. Direi che questo è il bello dell’estate.😉