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Quello che leggete come titolo di questo post è l’esauriente commento di un’amica sul primo film della trilogia su “lo Hobbit”.

Confesso che, prima di visionare il film di persona, ho trovato quel <<Camminano>> un poco criptico.
Che vuol dire, <<camminano>>? Che sono dotati di gambe? Ma non avevano mica dei pony? E nel frattempo non dovrebbero fare qualcos’altro?
Dopo aver superato l’eterna parte centrale del film, in ogni caso, tutti i miei dubbi sono svaniti come neve al sole.

Perchè, in effetti, questi simpatici nani, l’amico Bilbo e lo stregone Gandalf… camminano. A volte, per necessità, corricchiano pure, d’accordo, ma generalmente camminano. Coprono distanze chilometriche macinando miglia e miglia al giorno, camminano nell’aperta campagna, nel bosco, sulle montagne, nelle grotte, attraverso lo stretto pertugio che li porterà a Rivendell. Verso il finale del libro, rimediano fortunatamente un passaggio da un paio di grandi pennuti nelle vicinanze (resi molto bene, gli effetti speciali sono molto belli), per essere poi depositati su un alto sperone di roccia… dal quale presumibilmente riprenderanno il loro cammino nel secondo capitolo della trilogia.

Ho trovato il film decisamente lento, privo di quella tensione che era ben presente e altrettanto ben calibrata nella trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Moltissime scene sembrano, invero, prese pari pari dalla precedente trilogia; non è una cosa che generalmente infastidisce un pubblico affezionato, ma diciamo che, in questo caso, gli amici della regia potrebbero aver esagerato un po’.
Spero che gli altri due capitoli del nuovo sforzo creativo (…) di Peter Jackson proseguano quanto meno con un po’ di brio in più, altrimenti mi toccherà svegliare Rambo ogni cinque minuti!

Non mi è piaciuto, quindi?
Non direi, perchè in realtà gli elementi di fondo che hanno fatto amare “Il Signore degli Anelli” a tutti, ci sono ancora.
Paesaggi meravigliosi, costumi perfetti, un paio di talentuosi attori che alzano la media dell’intero cast, sempre ben scelto (consiglio la visione in lingua originale, almeno una volta. Data la lunghezza e la lentezza del film, vi do anche il permesso di saltare le scene di mera camminata). E non dimentichiamoci il ricordo della trilogia precedente, quella nostalgia del tempo passato, se vogliamo, che indubbiamente mi convincerà ad andare a vedere il secondo capitolo de “Lo Hobbit”, il prossimo dicembre…mugugnando tra me e me per le modifiche necessarie o meno alla trama del libro.