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Complice un articolo del Corriere del 27/6, di cui ho Twittato qui, ho passato un paio di giorni immersa in riflessioni su un argomento fin troppo ampio, che qui mi tocca necessariamente restringere, giusto per assicurarmi che almeno una buona anima decida di leggere il post fino in fondo.

Le diete.
Quelle dimagranti, che la maggior parte delle persone intraprendono da sole nel vano tentativo di perdere i chili di troppo e che, quando va bene, finiscono nell’aumento di peso dei più. Oppure quelle inutili costrizioni/penitenze dei supersalutisti, quelli del mangia-poco, evita-i-grassi, lascia-stare-i-carboidrati, eccetera.

Ci sarebbero già cento cose da dire su questo argomento e sono sicura che non mi mancherà il tempo per esplorarlo a dovere, ma oggi mi concentro su quel settore di alimenti “light”, senza zuccheri, grassi e affini. Quelli che in pratica vi fanno sentire più sani solo a prenderli dallo scaffale al supermercato, ma che ovviamente non sono così light, contengono tranquillamente tutti gli zuccheri (o i grassi) che vi servono per mettere su peso, e anche qualche altra porcheria in più.

Signori, gli alimenti “light” o Senza quello-che-vi-pare non fanno necessariamente dimagrire e non necessariamente sono salutari per chi li mangia.

E’ il caso degli alimenti senza glutine dell’articolo del Corriere, che mi ha colpito particolarmente, trovandomi io nella situazione di essere celiaca.
Dato che sempre più celebrities (e quindi persone comuni, che le seguono a ruota) dichiarano di seguire una dieta gluten free, sempre più non celiaci tendono a comprarli e a cibarsene, sostituendoli ai cibi “normali”. Questa abitudine, dice il Corriere, può essere dannosa per i celiaci in quanto la dieta senza glutine potrebbe non essere più inclusa nell’elenco delle “diete speciali” e quindi perdere la convenzione con la ASL.

 

In realtà, questa mania del gluten free ha fatto ai celiaci più bene che male, per ora.
L’aumento della domanda dei prodotti senza glutine ha ovviamente indotto le aziende che li producono a modificare le proprie ricette per migliorarne sapore e consistenza, e sempre più industrie alimentari tendono ora ad inserire la presenza o meno di glutine nella lista degli ingredienti dei loro alimenti. Chiunque sia celiaco da qualche anno si ricorda bene la desolante offerta di prodotti a noi adatti e il loro ancor più deprimente gusto di qualche anno fa ed ha ben presente il grande miglioramento degli ultimi tempi.
E anche la faccenda del ticket mensile per l’acquisto di prodotti gluten free, quello che potrebbe esserci tolto, non sarebbe una grande perdita se, per contro, la crescente domanda di alimenti senza glutine portasse le aziende produttrici a ridurne il prezzo fino a portarlo in parità con il cibo normale. Il problema per chi è affetto da celiachia – e che non sceglie di cibarsi di prodotti confezionati quando potrebbe semplicemente recarsi in una panetteria, tengo a precisarlo – sta semmai nella mancanza della seconda di queste condizioni. Se, cioè, tu mi togli il ticket, ma mantieni il costo di mezzo chilo di pasta attorno ai 5 euro.

Che ci sia qualche persona a basso contenuto di neuroni che si ostina a mangiare vagonate di pasta, pane e dolci senza glutine (ma ripeto, lo stesso concetto si applica ai cibi “light”) nella futile speranza di dimagrire o nell’assurda convinzione di badare alla sua salute, non mi desta una grande preoccupazione. Non ho l’obiettivo di convincere l’intero gruppo di consumatori ad abbandonare le illusioni che il mercato ci offre giornalmente e di cominciare finalmente ad usare il cervello.
Però, alla fine di questo post, una personale osservazione la faccio.

Stare a dieta, costantemente e per tutta la vita, è brutto.
La dieta è una costrizione, anzi una restrizione della propria libertà che ci impedisce di godere dei sapori e delle consistenze della gran varietà di cibi che la Natura ci mette a disposizione. Non è bello negarsi un piacere e non è bello scandire il tempo in cui si rimane a dieta con il numero degli esami di controllo (1 anno = 2 esami del sangue). Non fa figo prendere integratori alimentari per evitare scompensi.

Al posto di tutte queste grane, queste preoccupazioni, non sarebbe meglio mangiare un po’ di tutto, moderatamente?
Almeno voi che potete…