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Se c’è una cosa in cui sono costante è la lettura.
Quando comincio un libro, io, lo finisco. Anzi, generalmente lo divoro.
In questo caso, invece, giusto a metà del buon “Jerusalem” (vedasi box di Anobii a destra) sono stata colpita dall’irresistibile desiderio di rileggermi qualcosina scritta da una vecchia amica, scoperta direttamente in lingua originale negli anni del liceo.
Lo stile di Jane Austen, la sua ironia, mi hanno conquistato subito, fin dalle primissime pagine del celeberrimo “Orgoglio e Pregiudizio” (per me, “Pride and Prejudice”). Ma le vicessitudini di Darcy e Elizabeth le conoscevo già a memoria e, per quanto mi siano care e mi divertano sempre moltissimo, questa volta la scelta è caduta su “Emma”. L’ultimo romanzo della Austen ad essere stato pubblicato mentre lei era ancora in vita, l’ultimo suo romanzo in linea di tempo che ho letto, ma non quello che mi è meno caro in assoluto.

“Emma” è, se vogliamo, una storia alla Jane Austen un po’ atipica, in cui la nostra protagonista non è particolarmente posata, anche se è decisamente ricca. Non ha quindi bisogno di ricercare ossessivamente un matrimonio e non può interessarsi di meno della questione della sua dote. Non è un tipo sagace come Elizabeth, non possiede la sua vivacità, e nemmeno la ragionevolezza tipica di altri personaggi austeniani. Emma è frivola, sola, estremamente sola, e quasi oscenamente ignorante dei sentimenti altrui.
A questa ragazza spensierata si contrappone il personaggio maschile del romanzo. Mr. Knightley, decisamente più maturo di lei, più vecchio e altrettanto ricco. Un uomo morale e cavalleresco quanto il suo nome suggerisce, sempre pronto ad impartire dure lezioni ad Emma, che finisce per accorgersi di amarlo giusto sul finale del libro…

Il divertimento vero e proprio del romanzo, il piacere di leggerlo non sta nella trama in se stessa (coraggio, alzi la mano chi ha pensato che questi due, alla fine, finissero per sposare qualcun altro!), ma nelle situazioni e nei dialoghi. L’estrema e in molti casi finta cortesia sotto cui si nasconde un’ironia talvolta taglientissima, la caratterizzazione dei personaggi fin nei loro difetti più fastidiosi, i quadri bucolici che le descrizioni ci suggeriscono. Sono questi i punti di forza dei romanzi di Jane Austen, “Emma” compresa e che mi hanno fatto buona compagnia in queste ultime serate.
Vi assicuro che trovarsi nel salottino di Miss Woodhouse, in compagnia di Emma, Knightley, Mrs Weston e altri impegnati in conversazioni sempre civili, sorseggiando una bella tisana (a loro il tè: la sera la sottoscritta va di herb tea) è stato particolarmente piacevole e rilassante. Dovrei, immagino, farlo più spesso, ma ahimè i libri di Jane Austen sono pochi, e finiscono talmente in fretta!

Ora che ho visto Emma e Knightley partire felicemente per un viaggio di nozze al mare, sembra che dovrò proprio tornare a Gerusalemme. C’è una crociata da finire e un libro misterioso da recuperare…

…Chi l’ha detto che una serata in lettura è noiosa?😉