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Sarà che a fine della scuola è vicina, sarà che la primavera mette sonnolenza (…ma gli animali non dovrebbero svegliarsi dal letargo??), sarà che la testa va più alle vacanze estive che alla scuola, ma in questo periodo io, i pargoli a cui do ripetizione, li trovo più insopportabili del solito.

Oramai sono giunta ad un livello di frustrazione tale per cui so che la tentazione di prendere a sberle un determinato pargolo mi viene in un intervallo di tempo che va dalla mezz’ora prima alle mezz’ora dopo l’inizio della mia lezione. Non ce n’è uno, dico uno, che si salvi.

Prendiamo quello con più anzianità, il pargolo a cui faccio lezione da più tempo e di cui ho già parlato in questo blog.
Ecco, lui è uno di quelli che non soffro nemmeno ad inizio anno scolastico, figuriamoci alla fine, ma in questo periodo è anche peggio. Ha gli esami di terza media, non è assolutamente preparato per affrontare quattro dei cinque scritti e la tesina non è in alto mare, è proprio in acque internazionali!
Ho redatto personalmente una tabella di marcia con tutti gli obiettivi da raggiungere entro un determinato periodo, ho pregato i genitori (divorziati) di stargli dietro, che io con 4 ore e mezza alla settimana non faccio miracoli. P
ensate che sia stata ascoltata? Pensate che qualcuno si sia degnato di controllare che questa capra in forma umana abbia fatto i compiti? No, appunto.
La professoressa di lettere di questo genio incompreso ha oramai preso l’abitudine di chiamare me al posto dei genitori, per discutere dell’andamento del figlio. E in aggiunta a ciò mi ha chiaramente detto di non preoccuparmi di fargli svolgere i compiti per il giorno dopo, di concentrarmi direttamente sull’esame, perchè tanto verrà ammesso a prescindere dai voti. Sono profondamente disgustata da questa logica e ancor più da una chiamata di questa insegnante di vocazione qualche giorno fa, che si accorge solo ora che il pargolo non è in grado di scrivere un testo di cinquanta parole in inglese.

La pargola seconda in anzianità ha dovuto interrompere le lezioni con me a metà aprile perchè si è infortunata facendo snowboard e ha dovuto fare un ciclo di terapie. Ha ripreso questa settimana con una full immersion di cinque giorni su sette, due ore e mezza per giorno, perchè tutte le interrogazioni e verifiche del periodo in cui non ci siamo viste sono andate male. Spiegandole le nozioni basilari di chimica e fisica e la Guerra del Peloponneso ho consumato le mie corde vocali. Spero che sia servito.

La terza pargola sta entrando nel temuto periodo dell’adolescenza, sostenuta da una coppia di genitori che incoraggiano la sua sensibilità verso il prossimo come nessuno, tanto da farle dire “se lo fa piacere” nei confronti di una nonna con problemi alimentari, che attende al rinfresco della sua cresima.
Alla cerimonia in chiesa, la pargoletta, ha invitato anche me, e ovviamente ci sono andata.
E’ stata una funzione infinitamente lunga, condita con le prediche di un parroco piuttosto giovane (nemmeno quarant’anni), ma infinitamente conservatore. L’unica sua nota positiva è stata quella di ricordarmi perchè non sono cristiana e perchè in chiesa ci entro solo per ammirare le bellezze che vi sono racchiuse. A onor del vero, la messa di cresimazione è stata anche utile per centrare e ampliare un paio di riflessioni sulla fede cattolica, sulle sue richieste e sui suoi riti di passaggio, che mi saranno sicuramente utili in un futuro prossimo, forse anche su questo blog.
Una nuova ondata di irritazione mi ha colpito quando sono venuta a sapere della lista (esaudita) dei regali alla pargoletta, comprendenti: un iphone 4s (lei era la pargola dell’altro iphone), due bracciali di Tiffany, vestiti firmati, ipod nano, 300 euro di mancia. E la borsa di Brandy, non dimentichiamo la borsa di Brandy (il brandy sarebbe servito a me, e non parlo della marca di vestiario)!

Il quarto pargolo, l’istruttore, si applica come sempre. In questi momenti la memoria lo tradisce e bisogna proprio dire che non è nemmeno dotato di talento nelle lingue straniere… Diciamo però che lui, se sono di buon umore, lo posso anche risparmiare.

Ed eccoci arrivati alla mia new entry del mese di maggio: una quindicenne simpatica come una tigre del bengala che non mangia da giorni chiusa nella tua auto. Con te.
Non so se ad irritarmi di più in questa ragazzina sia il suo atteggiamento incredibilmente indisponente (può anche essere una forma di difesa dell’adolescenza), la sua aria da so-tutto-io (ingiustificata) o la sua totale mancanza di cultura, il tutto condito con un modo di vomitare parole a macchinetta, senza tono e mangiandosi le sillabe finali.
E’ praticamente un miracolo che questa pargola sia ancora viva e vegeta e non sia scappata da me in lacrime. O forse, lo yoga e la meditazione stanno funzionando e io sto diventando più Zen (tu che leggi le mie parole, non sto parlando del gatto).
In ogni caso, lo scorso venerdì non ho potuto proprio evitare di fare notare alla fanciulla che “teco”, “rimembri” e “speme” non sono parole strane solo perchè non le usiamo tutti i giorni, a maggior ragione se le ritroviamo in una poesia di Leopardi.
A dire il vero, temo di aver anche introdotto, nella mia lezione, uno o due insulti velati rivolti alla sua persona… Può essere capitato, ad esempio, che per spiegare la similitudine io abbia fatto un esempio non dissimile da <<Sei intelligente come un blocco di marmo>> e che abbia chiarito cos’è un litote tramite la frase <<Non è che sei stupida, è che sei incompresa>>.
Ma, suvvia, si tratta di peccati veniali, no?

 

In ogni caso, la settimana entrante sarò particolarmente concentrata a non uccidere nessuno dei miei pargoli, non prima di fine mese.
Va bene essere insofferenti, ma non vorremo mica rischiare di perdere l’onorario.

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