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Diciamocelo, a volte anche una con un buon istinto come il mio può scegliere un film di dubbia qualità. Aggiungiamo pure che si trattava dell’unica pellicola con un orario di proiezione decente e che, in fondo, una serata di sano abbruttimento ogni tanto ci vuole…

Comunque, voi, “Hansel e Gretel” non andate a vederlo, va bene?

Prima che qualcuno di voi possa pensare diversamente o domandare perchè mai la sottoscritta abbia pensato che una pellicola cotale potesse essere degna di essere vista, vi dirò che l’idea che essa potesse non rivelarsi proprio un filmone mi aveva sfiorata. Ma la tentazione di uscire e fare quattro chiacchiere con una persona dotata di più di due neuroni stupidi era forte, e per avervi ceduto rimarrò debitrice a vita del santo blogger che ha condiviso la visione di “Hansel e Gretel” con me. Ciò non è bene, fidatevi.

Ma torniamo al film.
La sensazione che questo sarebbe stato più che brutto mi ha colpito più o meno come un tir, alla vista di un fluorescente logo che recitava “MTV production”, ma ormai mi trovavo in sala e avevo pagato il biglietto…
Cosa ho trovato mal gestito?
Tanto per cominciare, la scelta del cast; non credo di aver visto un interprete uno che almeno ci abbia provato, a recitare (sì, pure lui, quello che tira le frecce in Avengers: era meglio sui grattacieli newyorkesi che nella foresta). Il trucco e gli effetti speciali potevano sinceramente essere migliori e la trama… beh, dire che è praticamente inesistente è un eufemismo.

Ma il vero genio, in tutta questa produzione, è chi ha scritto il copione.
Sono passati anni, credetemi, da quando ho avuto modo di presenziare ad una deprimente e avvilente prestazione anche solo lontanamente paragonabile a quella di “Hansel e Gretel”.
Non so proprio decidere quale sia stata la più grande cavolata che il signore pagato profumatamente per mettere assieme storyline e battute sia riuscito ad inventarsi: forse le bottiglie del latte complete di ritratto segnaletico del “bambino sperduto” IN PIENO MEDIOEVO? Oppure il taser a manovella, parte di un intero arsenale (un oggetto più improponibile dell’altro) dei due cacciatori di streghe, utilizzato sia come arma che come defibrillatore. Per un troll. Vorrei sottolineare la drammaticità della scena in cui una strega bianca (a’ belli, il Mago di Oz è in una storia diversa!) utilizza una mitraglia completa di mirino estraibile, che si inceppa pure, ma non vorrei rubare troppo spazio al tallone d’Achille di Hansel. Che ha il diabete, perchè la strega della casa di marzapane l’ha costretto a mangiare troppi dolci. Hansel deve piantarsi una siringa della gamba ogni tot tempo per tenere a bada la sua malattia dello zucchero, e ha un simpatico orologio da polso con sveglietta incorporata per ricordarselo.

Ecco, vedete che la buona compagnia, per un film così, è fondamentale? Almeno potete farvi quattro belle risate, sia durante la visione che mentre tornate a casa! Poi, se disgraziatamente siete stati voi ad avvistare il film nell’elenco di quelli in offerta, potreste trovarvi in situazioni scomode, ma un amico non vi toglierà il saluto per un brutto film. Credo.
Un’ultima cosa.
Temo che “Hansel e Gretel” avrà delle ripercussioni che potrebbero portarmi a passare il resto della mia vita in una prigione statale.
Mi spiego meglio, il simpatico scrittore di copioni ha trovato divertente, suppongo, inserire all’interno della battute delle citazioni di altri film, compresa la celeberrima <<Al mio segnale, scatenate l’inferno>> del “Il Gladiatore” pronunciata dal diabetico Hansel alla battagliera strega bianca, armata di mitragliatrice.
Vedete, io ho il terrore che qualche ASCC (Adolescente Senza Cultura Cinematografica) pronunci in una sua battuta questa linea e che la attribuisca non a Massimo D. Meridio ma, bensì, a Hansel di “Hansel e Gretel”. E io so che non potrò sopportarlo.

Perchè l’unico ASCC buono, è un ASCC morto.

 

…e sì, di citazione c’era anche questa. Sob.