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Cosa fare in una piovosa domenica mattina, con Rambo e la Genitrice partiti alla volta di un’amena località sul lago di Garda? Un esperimento che potrebbe potenzialmente far scoppiare il forno di casa, of course. ^^
Qui di seguito, trovate la ricetta del mio primissimo esperimento con il Soda Bread, un pane “veloce”, che per lievitare non utilizza lievito ma bensì il bicarbonato di sodio e l’acido lattico contenuto nel latticello. La versione che vi propongo è stata ottenuta con un mix di farine ovviamente senza glutine, ma è possibile anche paciugare un White Soda Bread con la sola farina bianca (glutinosa o meno ^^).
Ho trovato il risultato del mio paciugo sperimentale molto morbido, un po’ salato per i miei gusti, ma assolutamente perfetto con un velo di marmellata sopra: una colazione diversa per festeggiare la primavera, dunque.
Per soddisfare la curiosità di qualcuno di voi, spendo qualche parola sul bicarbonato di sodio e sul suo uso come agente lievitante.
Pare che gli indigeni americani lo utilizzassero per i loro pani e che i padri pellegrini abbiano assimilato questa loro abitudine piuttosto in fretta (sembra che il primo libro di cucina americana, datato 1796, contenga una ricettina di Soda Bread… non posso confermare, non avendo mai avuto il tomo sottomano). Un particolare Soda Bread, il Damper, è tipico della tradizione australiana e veniva generalmente cotto tra le ceneri del focolare.
In Europa il bicarbonato di sodio come agente lievitante fa la sua comparsa solo nel diciannovesimo secolo, e ricette con questo ingrediente si sviluppano soprattutto nelle Isole Britanniche, in Polonia e Serbia. In Irlanda, si prepara una tipologia di Soda Bread giusto per la festa di San Patrizio, trascorsa da poco.
Ecco, ora che ci siamo fatti un po’ di cultura sul bicarbonato di sodio possiamo pure passare al paciugo.
Ingredienti:
 – 75 g farina bianca;
– 50 g farina di grano saraceno;
– 25 g farina di quinoa;
– 125 ml latte;
– 25 ml latticello (o yoghurt bianco magro);
– 1 cucchiaino bicarbonato di sodio;
– 1/2 cucchiaino zucchero
– 1/2 cucchiaino sale
Prima di paciugare, vi consiglio sentitamente di munirvi di grembiule, onde evitare che la vostra divisa casalinga diventi abbinabile alle farina che volete utilizzare. Fatto ciò, mescolate tutti gli ingredienti secchi e aggiungetevi il latticello/yoghurt e, a poco a poco, il latte.
Cominciate ad impastare aiutandovi prima con un cucchiaio o una spatola. Dovrete ottenere una pasta molto morbida, ma non appiccicosa: a seconda delle farine utilizzate e dell’umidità dell’aria potreste avere bisogno di più latte o più farina.
Una volta che sarete riusciti a ottenere una bella palla di impasto, possibilmente senza distribuirne una parte sulle piastrelle della cucina, disponetela su una teglia e schiacciatela leggermente. Incidetela poi con un coltello in spicchi regolari (per me 16, volevo che facesse le “dunette”. Una bella incisione a croce, comunque, basta). Cuocete in forno a 220°C per circa 20 minuti, o finchè la crosta non risulterà dorata e croccante.
Come anticipavo, io ho consumato questo pane un po’ salato con la marmellata: un contrasto decisamente particolare, che vi consiglio. Nulla vi vieta di provare nuovi abbinamenti. 😉

 

 

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