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Quando un semplice “Confermiamo la mia lezione con Sua figlia in data…” non basta perchè vi venga risposto con un “sì” o un “no” (e ci sono momenti in cui un “forse” è comunque auspicabile!), sappiate che è cosa buona e giusta lasciare in giro dei piccoli messaggi subliminali, dei piccoli accenni, un retrogusto di reminder, e cose così. Intendiamoci, tali piccole cortesie potrebbero non servirvi a nulla, ma indubbiamente vi faranno sentire a posto con la coscienza quando eviterete di sfidare una tempesta di vento e pioggia e non vi presenterete alla lezione con detta pargola, in data xxx (leggasi domani).
Oggi, ad esempio, credo di aver lasciato almeno sette delicati accenni ad una certa conferma da me attesa entro le 19 di questa sera, quattro dei quali contenuti in un messaggio di dodici righe e mezza scritto alla madre della pargola su una carta da lettere di Minnie e a biro viola, ma la gentile signora è riuscita a passare sopra a tutti con la stessa grazia di un pachiderma. Domani è prevista pioggia.
Ben più acuta, invece, è stata la signora dell’ufficio della Grande P in cui mi sono recata in mattinata. Lei, la mia velata accusa alla sua poca voglia di lavorare l’ha colta in pieno, e ha avuto anche quasi l’ardire di adirarsi con la sottoscritta – tentativo fallito – e di tentare di fargliela pagare, adducendo a copie mancanti di documenti da me personalmente portati questa mattina stessa.

Poco sapeva questa gentile ma non tanto acuta signora che io, le copie di quel documento, me l’ero portate tutte: originale, fotocopia in bianco e nero, fotocopia a colori, copia da scanner allegata alla copia del modulo che avevo depositato A GENNAIO, copia pdf e copia jpeg. <<Come e dove vuole che glieLa inoltri, dottoressa, la copia??>> Dite che quest’ultimo messaggio subliminale l’ha colto? Laureata, è laureata…

Il mio bel fascioletto ha infine passato il varco ed è approdato… alla scrivania di fronte (<<Guardi che ci vorranno almeno un paio di giorni>> -.-), dove un altro dottore l’ha riletto da cima a fondo. Metti caso che nel quarto d’ora speso a discutere il tutto con la collega avessi tralasciato qualche importante postilla.
Ecco, io non voglio dire nulla di male contro gli individui di sesso maschile proprio nel giorno della Festa del Papà e ci tengo a precisare che sono convinta che nell’universo maschile qualche eccezione a questa regola ci sia, ma gli uomini (dottori o meno) sono totalmente e disperatamente insensibili ad accenni (<<quindi per le tempistiche del saldo…>>), messaggi subliminali (<<No perchè sa, io vorrei riuscire a fare la spesa anche a fine mese>>) e delicati suggerimenti (<<Insomma, quando avete intenzione di pagarmi, mi scusi?>>). Per non parlare delle copie del documento mancante, che ancora un po’ si dimenticava di accludere l’originale al fascicolo!
Niente è riuscito a smuovere questo trentenne occhialuto dal suo stato di apatia da martedì mattina, ore 10, se non una delle mie migliori versioni dei famosi occhi da cerbiatta.
Trattasi, signore e signori, di uno dei più efficaci strumenti di difesa che gli individui di sesso femminile (e anche qualcuno tra gli ometti) possano vantare; è utilizzabile in varie circostanze: far commuovere un’infermiera di ottanta chili con più baffi di Rambo, rimediare informazioni utili e… far inviare le pratiche verso l’Ufficio Liquidazioni, che se no la povera bimba non mangia.

Sfortunatamente, neanche questo piccolo sotterfugio riuscirà ad assicurarmi che il mio onorario venga saldato entro questa settimana, ma nutro buone speranze per Pasqua. Insomma i morti risorgono, volete che qualche impiegato non riesca a fare un bonifico??

In caso ciò non si verifichi, temo che dovrò passare ad un altro asso nella manica e intraprendere la strada della corruzione. Sarebbe una buona scusa per un maxi paciugo, in fondo. 😉

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