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Signori (e naturalmente signore ^^) questo febbraio 2013 è letteralmente volato!
Solo ieri era il compleanno della Genitrice e oggi… mancano 21 giorni esatti alla Primavera.

Diciamo pure che, dalla fine di gennaio, sono stata un tantino più impegnata del solito.
Come credo di aver già relazionato (credo…perchè onestamente non me lo ricordo o.O), dopo la febbre da cavallo e per certi versi in concomitanza con essa, Rambo ha deciso bene di farsi fare un bell’interventino all’occhio per cancellare quella cicatrice da combattimento (non sto scherzando, ha preso un calcio in faccia davvero) rimediata in quell’incontro di tanti anni fa… Il risultato di questa magnifica decisione sono state svariate boccette di collirio, che il Rambico Genitore doveva mettere nell’occhio (aka, la Rambica Figlia. Io. Ce lo vedete Rambo a mettersi il collirio da solo??!) ogni tre ore al massimo. Fortunatamente, dopo i primi dieci, infernali giorni, l’intervallo tra una goccia e l’altra si è allungato, pur rimanendo di una certa frequenza. Questo, almeno, mi ha permesso di dormire quelle sette ore filate: un deciso miglioramento!
La febbre, intanto, sembrava essersi affezionata a Rambo, talmente tanto che continuava ad apparire ad intermittenza anche sotto cura antibiotica.
Ed è con queste meravigliose preoccupazioni che, appena trascorsa la metà del mese, ho accompagnato la Genitrice a fare un intervento alla mano. Ora, io non so se siano state le sei ore di attesa in sala d’aspetto, a fronte di meno di venti minuti di reale intervento (…la sanità italiana: non commento qui!) o la piena consapevolezza che la Genitrice non si sarebbe sottoposta volentieri al periodo di riposo assoluto consigliato dai medici, ma un curioso retrogusto di malditesta ha rese note la sua presenza e le sue intenzioni di accompagnarmi per il resto del mese.

Le giornate seguenti mi hanno trovata alle prese con Ray Charles, aka Rambo ciecato e febbricitante, e la Monca, aka la Genitrice impossibilitata a fare alcunchè, ma in ogni caso impaziente di poter dare una mano. Credo di aver consumato le mie corde vocali, a forza di ribadire alla donna che mi ha messa al Mondo che no, non poteva sparecchiare e men che meno lavare i piatti e no, di cucinare proprio non se ne parlava. E ancora no, la sua presenza in una cucina lunga 4 metri ma sfortunatamente larga solo 100 centimetri non mi aiutava granchè.

Dato, poi, che gli Dei sembravano volersi divertire a spese mie, venerdì scorso (o almeno credo fosse venerdì ri-o.O) mi è scoppiata la caffettiera in faccia.
Si, avete capito bene. Una macchinetta per il caffè italiano che al covo utilizziamo almeno tre volte al giorno da anni ha improvvisamente deciso di dichiarare forfait. Ovviamente in faccia alla sottoscritta, che doveva uscire di lì a mezz’ora. La polvere di caffè si è naturalmente infiltrata in ogni anfratto della cucina stregonesca, dalle fughe d’aria della macchina per il pane al filtro della cappa, causando alla Strega (ancora l’unica abilitata a pulire e a entrare in contatto con l’acqua) un ritardo megagalattico alla lezione col pargolo di turno.

Poi ci sono state le elezioni.
Mi sono recata alle urne sotto la neve e in mezzo ad un pantano che poco faceva per migliorarmi l’umore, convinta però che questa volta la maggioranza dei miei connazionali avesse afferrato il concetto principale della cosa, e si fosse quindi decisa a votare responsabilmente. Lunedì sera ho naturalmente avuto la conferma di quanto mi fossi illusa. Martedì è poi arrivata la gran botta, con l’elezione di Maroni come presidente della mia regione.

Giusto questa mattina, poi, ho portato Rambo dal pneumologo, dato che la febbre gli rimaneva pervicacemente attaccata, peggio de ‘na cozza, come direbbero da altre parti, ma non qui a Madunina Land. Che cos’ha Rambo? Una bella bronchite, naturalmente! Il che significa che qualcuno (…indovina chi!) dovrà assicurarsi che prenda: a) l’antibiotico; b) le pastigliette , e che faccia l’aerosol due volte al giorno.

In tutto questo tran tran, mi pare giusto anche inserire un accenno alla meravigliosa sensibilità, alla disponibilità e all’attaccamento verso il proprio fratello dei parenti rambici, le cui chiamate, a dispetto del loro numero ingente, si possono contare sulle dita di una mano (e mi avanzerebbero anche delle falangi!), includendo quelle in cui desideravano far notare che: a) il bonifico per l’olio arrivato alla Madrepatria non era ancora giunto a destinazione; b) dopo 7 giorni dall’intervento per la cataratta, l’occhio dava ancora fastidio.

 

Quindi, ciò detto, che mi sono persa questo mese?

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