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Qualche tempo fa ToWriteDown aveva sfidato la blogosfera a trovare una definizione pregnante di “cultura”.
Cultura. Un termine decisamente ostico da definire, ci sono davvero troppe variabili da considerare, troppe soggettività…troppo di tutto. ^^
Ma che cosa diciamo di un termine almeno parzialmente contrario a “cultura”? Come definiamo l’ignoranza?

Se cerchiamo questo termine in un qualsiasi dizionario, ci troveremo davanti a qualcosa di molto simile a questo:

  • 1 Mancanza di istruzione e di cultura: popolo lasciato nell’i.
  • 2 Mancato possesso di nozioni o d’informazioni su una data materia o su avvenimenti ecc.: totale i. dell’inglese; difetto di preparazione: un professionista che ha dato prova di una certa i.
  • 3 Mancanza di educazione SIN villania

Definizioni sintetiche, stringate. Esatte. Esaustive? Forse no.
Cos’altro è, dunque, l’ignoranza?

Ignoranza è non votare. Sempre, ma specialmente in un periodo come quello che stiamo vivendo.
Ignoranza è anche votare, senza sapere chi e cosa votiamo. Fare una ics, ragazzi miei, non è sufficiente.

Il pressapochismo è ignoranza. La poca precisione per il lavoro che si sta svolgendo è ignoranza.
Ignoranza è non pretendere la dedizione, le energie e il tempo di chi sta lavorando per te. Chiunque sia.
Non riconoscere debitamente il lavoro di qualcuno è da ignoranti.

Ignoranza è la scortesia immotivata verso gli altri.
Ignoranza è il giudicare le persone alla prima occhiata, ma anche voler pensare che un primo approccio non basti (mea culpa).
Ignoranza è giudicare il tempo passato a leggere, scrivere, disegnare, immaginare, creare, tempo perso.

Ignoranza è associare la mancanza di un arto alla mancanza di moralità.

Ignoranza è chiamare per sapere come stai, ma poi raccontare di se stessi.
Ignoranza è pensare solo a se stessi. Doppia ignoranza è fingere il contrario.
Ignoranza è chiamare due giorni dopo, dicendosi convinti dell’esattezza della data, e mentire spudoratamente.
Ignoranza è farsi vivi solo nel momento del bisogno, ma anche presentarsi quando non è opportuno.

Ignoranza è dire ad una bambina che ha il culo e le cosce di un elefante. Non ribattere nulla è ignoranza e codardia.
Ignoranza è lamentarsi di qualcosa o qualcuno senza prendere provvedimenti attuabilissimi. Il buonismo è ignoranza.
Ignoranza è annunciare il proprio arrivo, ma non l’ora. Ignoranza è non chiederla, l’ora.
Non essere in grado di ragionare con la propria testa quando si è al telefono (o faccia a faccia) con qualcuno è ignoranza.

Minimizzare i problemi, i sentimenti e le preoccupazioni di qualcuno è una terribile ignoranza.
Stare a sentire, ma non ascoltare, chi abbiamo di fronte è ignoranza.

Trattare gli altri come pezze da piedi solo perchè si è in possesso di una laurea in medicina e capita di essere anche famosi nel campo è ignoranza. E meriterebbe anche almeno uno sputo in un occhio, ma non farsi valere di fronte a dottori, professori e medici è un’ignoranza piuttosto diffusa.

Ignoranza è non curarsi. Quando si è ammalati e non.
Ignoranza è anche non curarsi, (ri)ammalarsi e pensare che riguardi solo se stessi.

Sapere quello che sarebbe giusto fare e non farlo per pigrizia è ignoranza.
Evidenziare insistentemente un problema senza suggerire alcuna soluzione è ignoranza. Fornire idee senza idea di come metterle in pratica è ignoranza. L’aggiunta di un tono saccente a tutto ciò è da evitare, e non solo perchè è ignoranza.
Ignoranza è anche puntualizzare il problema, fornire soluzioni e metodi di attuazione… e fermarsi lì.

Non esserci non è ignoranza, ma pensare di avere il diritto che qualcuno ci sia, quello sì.
Ignoranza, però, non è pretendere qualcuno che voglia esserci.
…Voi avete qualche altro esempio da aggiungere alla lista?

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