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Nel suo ultimo post, ToWriteDown ha scritto una motivazione per me bellissima, sul perchè bisognerebbe regalare un libro ad un bambino: <<perché dentro a un libro incontrerà sé stesso e tanti, tantissimi amici>>.
Ecco, uno dei migliori amici che mi sia mai capitato di incontrare, tra le pagine di un libro, è Ulisse o Odisseo, che dir si voglia. Le sue avventure mi hanno accompagnata di anno in anno e di libro in libro, a cominciare da una versione facilitata de L’Odissea comprata all’indimenticabile Libreria dei Ragazzi.
Non potevo dunque esimermi dal chiedere, come regalo di Natale, l’ultima fatica di Valerio Massimo Manfredi, uno dei miei autori preferiti, dedicata proprio al mio eroe preferito. ^^

Il Mio Nome è Nessuno – Il Giuramento è il primo di due volumi dedicati al mito di Odisseo. Questo particolare tomo si occupa di ciò che è accaduto al nostro eroe dalla sua nascita alla caduta di Troia.
Che dire del lavoro di Manfredi?
Tanto per cominciare, dico che l’Ulisse delle sue pagine non si discosta quasi per nulla dall’immagine che da sempre ho di lui; basterebbe questo per farmi piacere il libro. Ulisse è davvero multiforme: è fortissimo, anche nelle sue debolezze, è senza macchia anche nelle sue ombre, è intelligente e accorto, ma rimane dotato di una certa innocenza. E’, insomma, bianco, ma anche nero. E grigio, in tutte le sue sfumature.
I personaggi che gli ruotano attorno appartengono alla crème de la crème della mitologia greca. Il padre Laerte, Elena, Penelope, Achille, Agamennone e Menelao, ma non solo, anche Giasone ed Ercole entrano nella vita del re di Itaca, lo influenzano e lo cambiano. L’abilità di Manfredi di dipingere questi arcinoti personaggi, a volte con poche frasi, quasi solo accenni, è incredibile. Dalle parole dello scrittore traspaiono la loro personalità, i loro più intimi sentimenti; ci sembra quasi di vederceli davanti, in ogni dettaglio, anche se le descrizioni fisiche sono davvero molto poche.

Ma il vero vanto di questo libro è, per me, il suo linguaggio narrativo.
Una delle doti che ho sempre apprezzato di più in Manfredi è la sua abilità di inanellare le parole una dietro l’altra, con facilità ed eleganza, quasi fossero le perle di una collana. Leggere uno dei suoi libri non pesa mai, non è mai qualcosa per cui bisogna essere ispirati. Può capitare invece che, al contrario, siano proprio i suoi libri a darci una particolare ispirazione, ma di questo parleremo in altre occasioni.
Con Il Mio Nome è Nessuno, Manfredi si è superato. Le parole, le frasi e le pagine di questo libro volano, esattamente come il tempo che vorrete dedicargli. La lettura procede leggera come una piuma, non c’è nemmeno una parola fuori posto nel racconto. I dialoghi, in minor quantità rispetto al narrato, hanno una bellissima fluidità.
Ho particolarmente apprezzato la “poemizzazione” del racconto. Manfredi inserisce all’interno del libro alcune frasi attributive, tipiche dei poemi greci, che vengono ripetute all’interno del testo con frequenza crescente, che culmina nel racconto della guerra di Troia, con descrizioni di battaglie e combattimenti che inondano il lettore di energia e pathos.
Quindi, lasciatevi tentare da questo post e investite del denaro su questo libro. Non credo che ve ne pentirete.
In ogni caso, potrete farmelo sapere una volta tornati dal viaggio con Ulisse. ^^

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