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Vi siete mai sentiti dire, in agenzia viaggi, che la vacanza estiva che state comprando sarà un piacevole ricordo da rispolverare nei lunghi mesi invernali? Nemmeno io. Il succo, però, del discorso del giovane signore con cui abbiamo acquistato l’arcinota vacanza a Creta dello scorso agosto era questo. Certo, lui non aveva la mia vena poetica. E probabilmente nemmeno la mia conoscenza della grammatica italiana. Ma non formalizziamoci!

Ciò che conta, in fondo, è che il giovane signore aveva ragione!
La vacanza a Creta mi è veramente rimasta impressa; non nel cuore, forse, ma di sicuro nella mia memoria. E in quella della Genitrice. Per non parlare di quella di Rambo!
E, come testimonia questo post, tale ricordo mi sta effettivamente accompagnando fin nei mesi invernali. Non si può proprio dire che il signore dell’agenzia non abbia mantenuto questa sua promessa.

Prima di Natale mi era arrivata una graziosa e-mail, in cui mi si informava che l’agenzia attendeva ancora di essere contattata dal nostro legale, che non appena ciò fosse successo si sarebbe data da fare per rimborsarci ciò che avevamo speso… Ecco, peccato che il nostro legale di contatti con quello dell’agenzia viaggi ne aveva avuti, eccome! Non aveva forse rotto gli attributi come avrebbe dovuto fare (avvocati si diventa, ma la capacità di rompere bene le palle è un talento con cui si nasce, o niente), ma aveva chiesto. Aveva ottenuto la promessa di una chiamata. Aveva graziosamente acconsentito a non fare lei il primo passo, ad aspettare il suo collega-legale dell’agenzia (…su quest’ultimo punto avrei una parolina o due da dire alla mia graziosa avvocatessa, ma preferisco concentrare il mio disappunto e il mio cinismo su una parte sola. Quella che non devo pagare io).

Ieri pomeriggio, la Genitrice chiama il nostro avvocato, e le chiede lumi. Quelli dell’agenzia sembrano non volerci rimborsare. Il motivo di questa decisione non ci è dato sapere, almeno non fino a questo pomeriggio, quando la nostra cortese legale sarà più specifica.
Nel frattempo, aspettiamo. E culliamo nel nostro cuore tutte le sensazioni che quella meravigliosa vacanza ci ha lasciato.
La fame, i capogiri, il malditesta. La confusione di Rambo e la Genitrice che non capivano un’acca di quanto stesse succedendo e lo sforzo mio di esprimermi esaurientemente in una lingua che la persona di fronte a me parlava male, dolorosamente conscia di quanto quello che stavo dicendo fosse importante. La difficoltà di contattare l’agenzia.
Ecco, tutti quei bei sentimenti lì.

Sono sicura che riuscirò ad utilizzarli presto.

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