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Fino al 13 gennaio Palazzo Marino (Milano, di fronte alla Scala) ospita due opere d’arte dedicate al tema di Amore e Psiche; l’ingresso è gratuito per tutti e all’uscita dei gentili ragazzi assunti dal Comune saranno felici di omaggiarvi con qualche sorpresina e augurarvi un buon Natale.
Le opere che avrete la fortuna di ammirare, se mai deciderete di fare un salto a Palazzo Marino, sono “Psychè et l’Amour”, di F. Gèrard, e “Amore e Psiche stanti”, di Antonio Canova. Entrambe si trovano generalmente al Louvre di Parigi e appartengono al movimento Neoclassico.

Prima di dire qualche parolina sulle opere, mi soffermo un pochino sullo scenario scelto per la mini-mostra. La sala Alessi, affrescata con rappresentazioni mitologiche e allegorie, è il bellissimo salone di rappresentanza del Comune; se non avete mai avuto l’occasione di darci un’occhiata, vi consiglio di farlo dopo il 13 gennaio, dato che altrimenti potrete ammirare ben poco.
Sì, perchè, per ospitare Amore e Psiche, la sala è stata trasformata in quello che le guide dicono essere un giardino neoclassico, con erba sintetica, archi e musica soffusa. Sulle pareti affrescate, alcuni faretti proiettano le figure di piccole piante rampicanti.
Il tutto ha decisamente uno spirito neoclassico, ma a causa della penombra (necessaria per le “diapositive” dei licheni) e della musica soffusa, a me è sembrato piuttosto di trovarmi all’interno di una scena del shakespeariano Sogno di una Notte di Mezza Estate. L’atmosfera fiabesca, quasi fatata, si sposa in ogni caso meravigliosamente con le due opere in mostra e con il mito di Amore e Psiche.

Superato un primo arco, ci troviamo davanti al dipinto di Gèrard. Una gentile signorina vi dirà che il pittore francese ha in realtà origini italiane, ed ha sempre ammirato la nostra cultura e il nostro paesaggio. Può essere questo il motivo per cui ha deciso di rappresentare il primo bacio tra Cupido e Psiche immerso nel tipico paesaggio italiano. Le pose dei due giovani sono meravigliosamente morbide e aggraziate, e colpiscono i dettagli dei capelli, delle piume delle ali di Cupido e perfino dei fili d’erba. Quando avrete finito di ammirare il dipinto, potrete attraversare un altro arco, per trovarvi di fronte alla meravigliosa scultura di Antonio Canova.
“Amore e Psiche stanti” è il trionfo della grazie e dell’armonia.
La statua ha origine da un unico blocco di marmo, ed è posata su un pilastro decorato con ghirlande di fiori e farfalle (la farfalla è il simbolo di Psiche e anche dell’immortalità per gli Antichi Greci). I due giovani sono ritratti abbracciati l’uno all’altro, con Psiche nell’atto di posare una farfalla sulla mano aperta di Cupido, che si appoggia a lei. Girando attorno alla statua non potrete, credo, fare a meno di ammirare la squisita precisione di ogni ricciolo, di ogni ciocca di capelli dei due giovani (la crocchia di Psiche sembra quasi vera), e il bellissimo panneggio della veste di Psiche.
I due volti esprimono una bellezza e una serenità quasi commuovente, e l’intera scultura è di una leggerezza e di una grazia impossibili da descrivere.

Si tratta di una mostra piccola, una mini-mostra, ma a mio parere davvero ben curata; l’atmosfera che si respira al suo interno è ovattata e senza tempo… come tutte le favole dovrebbero essere.

…Chi ha voglia di sognare?

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