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Complice una meravigliosa mail inoltratami da una mia ex professoressa, sto riflettendo sulla “Questione Insegnanti” da qualche giorno.
Facendo un piccolo, quanto lacunoso riassunto della faccenda (per ulteriori informazioni, contattate il Signor Google), sembra che il Governo intenda ovviare all’annoso problema degli insegnanti che lavorano poco (le solite cose che sentiamo e quasi sempre diciamo: hanno 3 mesi di vacanza, non fanno otto ore al giorno di lezione, in pratica sono pagati per fare poco e niente) aumentando le loro ore lavorative. Gli insegnanti, naturalmente, non l’hanno presa bene.

Io rimango parecchio dubbiosa sull’utilità pratica, in tempo di crisi, di questa geniale idea. Se le classi non aumentano, ma le ore di lezione per insegnante sì, alcuni maestri e professori non risulteranno forse in più? Non dovranno essere licenziati? E non aumenterà quindi il numero di insegnanti disoccupati in circolazione?

Premesso tutto ciò, non credo che la maggior parte delle persone si renda conto di cosa, veramente, voglia dire essere un insegnante. Spesso, purtroppo, nemmeno gli insegnanti saprebbero spiegarlo…
Avere a che fare con pargoli e pargoletti, o meglio, almeno una ventina di pargoli e pargoletti è senza dubbio stancante. Data poi la condizione di pervicace mancanza di neuroni insita nei nostri giovani, cercare di inculcare qualsiasi cosa nelle loro testoline risulta decisamente arduo. Aggiungo anche che correggere le loro verifiche, zeppe di errori di grammatica e ortografia, quando non di strafalcioni, deve essere desolante.

L’insegnante, però, è più di questo.
L’insegnante, come diceva Umberto Eco in suo meraviglioso articolo (“A che serve il professore”) non è solo maestro di scuola, ma di vita. E’ il filtro e il collante più importante che un ragazzo ha nella sua vita scolastica. E’ quella persona, penso io, che sta a metà tra un tuo famigliare (perchè fa il tuo bene) e un totale estraneo, e che ti traghetta dalla campana di vetro dell’infanzia alla vita reale degli adulti. O quanto meno, dovrebbe.
Di insegnanti incapaci o con mancanza di vocazione, ne siamo pieni. Anzi, con un velo di tristezza mi tocca dire che la maggior parte degli insegnanti che abbiamo ignora serenamente il suo alto compito. Non idealizziamo, insomma, la categoria.

Come dicevo, l’insegnante è una figura che merita un certo rispetto, e che quasi mai lo ottiene.
Non mi è facile dare un giudizio, quindi, sulla “Questione Insegnanti”. Sono sicura, perchè gli effetti si vedono sui pargoli!, che la stragrande maggioranza di professori et similia non fa il suo lavoro come dovrebbe, e forse meriterebbe una sonora strigliata governativa. Ma poi penso ai miei, di insegnanti, quelli che indubbiamente mi hanno resa la persona che sono. Sarebbe giusto fare pagare anche loro? Decisamente no, ma il mondo è ingiusto…

Attendo, signori, opinioni sugli insegnanti, sulla Questione Insegnanti, e sul Mondo Ingiusto se lo desiderate. 😉
Nel frattempo, vi lascio alla mail che mi è stata inoltrata dalla mia vecchia prof. Credo che la troverete illuminante e che vi strapperà un sorriso. ^^

<< Gentile Ministro Profumo,

sono un insegnante di Matematica e Fisica di un Liceo del profondo Sud.

Uno dei tanti. Questa mattina mi sono svegliato e, da bravo matematico, mi è venuta la travolgente voglia di fare due calcoli (la mia, purtroppo, è una mania irrefrenabile). Ho pensato che forse questa mia digressione algebrica avrebbe potuto esserle d’aiuto nel momento in cui dovrà giustificare, in un giorno spero non troppo lontano, la sua proposta circa l’aumento delle ore di lezione frontale dei docenti, da

18 a 24.

Come tutti ben sanno, i docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) sono una categoria super privilegiata:

hanno tantissimi giorni di ferie e, quelle poche volte che lavorano, lo fanno solo per 18 ore settimanali.

A questo punto entra in gioco la mia indole freddamente calcolatrice.

Dunque ho cercato di capire se faccio qualche altra cosa per la mia scuola e per i miei studenti, aldilà di queste 18 misere ore. Ecco cosa, con mio grandissimo stupore, ho scoperto.

Ci sono 40 ore annuali tra scrutini, consigli di classe, Collegi Docenti, riunioni dipartimentali e colloqui scuola famiglia. Un’ora ogni due settimane per i colloqui antimeridiani con le famiglie.

Per preparare lezioni e materiali per il giorno seguente impiego circa un’ora.

Le settimane di lezione in un anno scolastico sono 41, togliendo ogni festività. In ogni settimana ci sono 5 giorni di lezione. Quindi alle 40 ore di cui sopra si vanno ad aggiungere 21 ore di colloqui con antimeridiani con le famiglie e 205 ore per preparare lezioni e materiali. Il totale è presto fatto: 266 ore.

Giusto per essere pignolo ho provato a contare le ore che impiego per correggere i compiti in classe e le prove oggettive dei miei poveri studenti. La correzione di un compito in classe, di matematica o di fisica, di un singolo alunno porta via circa 20 minuti. Ogni correzione di prova oggettiva porta via circa 10 minuti. Tenendo conto del fatto che mi fregio di avere 42 alunni a cui insegno Matematica e 62 a cui insegno Fisica, che in un anno scolastico svolgo 8 compiti in classe e due prove oggettive, per ogni classe e per ciascuna materia, arrivo ad un totale di 416. A queste vanno aggiunte circa 40 ore per la preparazione delle tracce. Siamo arrivati ad un totale di 722 ore.

Visto che, oltre ad essere un matematico, sono un irrimediabile filantropo stakanovista, ho deciso di non computare in questa mia folle corsa numerica le ore che passo su skype tutti i pomeriggi prima dei compiti in classe per aiutare i miei studenti negli esercizi che svolgono a casa, le ore in cui vado a coprire le classi gratuitamente, puntualmente dopo che si è esaurito il Fondo di Istituto e non ci sono soldi per coprire le supplenze, le giornate e le nottate che passo durante i Viaggi d’Istruzione per vigilare sui miei studenti, le ore che servono per organizzare visite guidate, viaggi d’istruzione e uscite didattiche durante tutto il corso dell’anno, le ore che servono per compilare verbali, pagelle, schede di valutazione intermedia, programmazioni, programmi finali, registri cartacei ed elettronici, corsi d’aggiornamento (che pago di tasca mia!!!).

In tutto quanto questo non ho contato neanche tutte le ore che impiego per fare mille altre piccole attività funzionali al mio insegnamento. Ho voluto essere buono e ho fatto quell’atto di generosità che lei mi chiede.

Però, aldilà di questo mio gesto di generosità, è doveroso che io faccia un ultimo calcolo.

Le mie ore di lezione frontale in un anno scolastico sono circa 756. Se a queste sommo le 722 ore di cui sopra, ottengo un totale di 1478 ore.

Lo stipendio di un insegnante di scuola superiore è di 1400 euro netti, che in un anno solare corrispondono a 17700 euro (compresi di tredicesima).

In sostanza io guadagno circa 11,9 euro all’ora netti per le mie 1478 ore di lavoro all’anno.

Adesso, gentile Ministro, paragoni il mio stipendio a quello di un qualsiasi collega europeo. Se le sembra imbarazzante il confronto, ripensi a quella sua proposta. Penso che la scuola meriti qualcosa di più.>>

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