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Prendersi il primo malanno di stagione (…e speriamo che sia l’ultimo, eh!) ha i suoi vantaggi.
Qualche fastidiosa linea di febbre, un raffreddore colossale, un mal di testa incredibile e un’afonia quasi completa conferiscono il privilegio di rimanere in casa al calduccio senza fare praticamente nulla. Tutto ciò, naturalmente, lascia spazio per intraprendere quelle azioni fisiche e di pensiero per cui, nella vita normale, non c’è mai tempo.

E’ così, dunque, che nelle pause dal mal di testa guadagnate tramite medicinali et similia ci si rimette in pari con le serie tv americane (…ma l’avete vista la prima puntata di The Walking Dead??!), si fanno nuove scoperte nello stesso campo, si spediscono lettere importanti e si inviano candidature… e si da libero sfogo al proprio scetticismo.
A volte capita di leggere alcuni post che sembrano eccessivamente finti, costruiti, poco credibili. Magari a volte non nei fatti raccontati, ma nel tono utilizzato. Sapete quando si ha l’impressione di leggere qualche pagina di un romanzetto, di quelli che si leggono sotto l’ombrellone?
Ecco, generalmente quando incappo in tali post e nei blogger che ne sono gli autori, io mi tengo alla larga, e di solito faccio bene.

Poco tempo fa, invece, ho fatto la scelta contraria.
Benchè tale blogger mi sembrasse eccessivamente finta, costruita, da leggere sotto l’ombrellone, non me ne sono tenuta alla larga.
Gli argomenti trattati su tale blog e su Twitter erano… diciamo che potremmo descriverli come “sensibili”, toccavano delle corde che risuonano fortemente in ciascuno di noi, e avevano anche una certa importanza politica. Insomma, benchè avessi il dubbio che qualcosa non fosse esattamente come veniva raccontata, non mi sono espressa, e ho continuato a seguire blog e account Twitter.
Successivamente, ho scoperto che tale dubbio era condiviso da un’altra Twittera, che aveva deciso di seguire tale blogger dopo di me. Tempo per “indagare” un po’ più a fondo, però, non ce n’era. O meglio, avevo decisamente cose migliori da fare. ^^
Domenica scorsa un altro blogger, tramite il quale ero venuta a conoscenza della blogger in oggetto, mi ha esternato i suoi dubbi. Dato che poi mi sono ammalata, ho ritenuto opportuno fare ulteriori ricerche e riflessioni in merito.

Ne è venuto fuori che ce ne sono molte, di persone, che hanno dei dubbi. E che tali dubbi sono fondati. Senza contare che la blogger in questione sembra aver fatto il possibile per nascondere questi sospetti nei suoi confronti.
Mi sono presa qualche tempo per pensare alla situazione, per considerarla in tutti i suoi aspetti. Dopodichè ho defollowato.

Sono sicura al 100% che si tratti di un fake? No, ma diciamo che a un 91% ci arrivo con comodo. Potrei dunque sbagliarmi, ma il tono costruito di tale blogger non mi è mai andato a genio, tuttavia, dato gli argomenti delicati di cui trattava, non mi sono espressa.
Il punto è proprio questo, gli argomenti delicati. Non avrei dovuto lasciarmi condizionare da loro, un paio di riferimenti a ciò che realmente sta accadendo, e ho evitato di esprimere i miei giusti dubbi. Non ne ho ricavato un gran guadagno, però, vero?
Ecco, il proprio scetticismo non bisognerebbe mai abbandonarlo.

…Chi l’avrebbe mai detto che dal raffreddore s’impara?

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