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Dunque, dunque.
Mi spiace interrompere il mio idillio paciugoso, ma sfortunatamente nemmeno uno dei 1001 Modi per Paciugare con la Zucca comprende un dipendente dell’ATM tritato finemente, così…

Ma veniamo a noi.
Immagino saprete tutti che oggi era previsto uno sciopero dei trasporti. Ecco, diciamo che a Milano tale sciopero ha avuto uno svolgimento nefasto.

Questa mattina, lo sciopero dell’ATM (qualcosa piuttosto vicina a Agenzia dei Trasporti Milanesi) doveva cominciare alle 8.45.
La Genitrice mi esce di casa alle 7.40, per evitare di rimanere bloccata nella metropolitana, ma… sorprendentemente, il treno non completa nemmeno una fermata e si blocca. Apparentemente, si è verificato un guasto (o, a seconda delle versioni, qualcuno si è sentito male).
Cose che capitano, per carità! Si tratta di una notevole seccatura, ma scioperare per difendere i propri diritti (in questo caso il rinnovo del contratto di lavoro) è giusto, legittimo e sacrosanto.

Lo sciopero continua senza particolari incidenti, fino alla sua interruzione nel periodo dalle ore 15 alle 18.
La sottoscritta va a dare ripetizioni, confidando di riuscire a tornare al covo stregonesco prima dell’inizio dello sciopero.

E in effetti sarei anche tornata a casa in tempo, fosse tutto andato come doveva con l’ATM.
Peccato che, quando arrivo in metropolitana alle 17.40, i treni sono già fermi da 15 minuti. Sembra che una persona si sia sentita male tra le fermate di Lima e Loreto, e che quindi il guidatore sia stato costretto a fermare il treno.
Trovo piuttosto curioso che ci siano state due persone che si sono sentite male nello stesso giorno di sciopero dei mezzi, o, stando all’altra versione, che si sia verificato un guasto la mattina (prima dello sciopero) e un malessere il pomeriggio (giusto prima della ripresa di suddetto sciopero). Decido comunque di non giudicare dalle apparenze e mi avvicino a uno dei tre dipendenti ATM che chiacchierano allegramente sulla banchina.

Domando a detto dipendente se per caso l’Azienda intende predisporre dei mezzi di collegamento, per ovviare al problema verificatosi, ma mi viene risposto in malo modo.
Una cortese quanto incredibilmente arrabbiata signora al mio fianco proclama tutta, ma proprio tutta, la sua insoddisfazione verso il servizio di trasporti pubblici, e mi spiega per filo e per segno che “quelli dell’ATM” vogliono soltanto tornare a casa prima.

Passano i minuti, tra la ripetizione dell’annuncio dell’interruzione momentanea della circolazione dei mezzi e il promemoria dello sciopero che ricomincia alle 18. La signora non la smette più di protestare, influenzando (o magari solo incoraggiando) gli altri occupanti della banchina, che è davvero affollata. Io Twittero, ma comincio a alterarmi.
Il gruppetto di dipendenti dell’ATM elenca, tutt’altro che a bassa voce, tutti i modi in cui potrebbero utilizzare i treni per fare stare zitta a signora e tutta la gente che si è portata dietro.

Arrivano le 18, lo sciopero riprende. “Quelli dell’ATM” se ne vanno, l’autista di un treno fermo da mezz’ora sulla banchina opposta esce dalla vettura e spegne le luci. La gente rimane dentro.
Tra i mormorii sempre meno mormorii della folla, decido di tornare in superficie, anche perchè i dipendenti dell’ATM rimasti stanno per chiudere i cancelli.

Piazzale Loreto è ben frequentato, come sempre.
Certo, quel camion dei Vigili del Fuoco che si immette in C.so Buenos Aires seguito dall’ambulanza, da un tocco fresco al solito paesaggio urbano, e c’è anche un po’ più traffico del solito, ma a parte il resto è tutto uguale. ^^’

Ritorno a casa verso le 20, principalmente grazie all’aiuto del mio motorizzato amico Aries, che raccoglie codesta, appiedata Strega all’imbocco di viale Monza (Grazie grazie grazie!), stravolta e con un umore decisamente tendente al nero.
Insomma, è stato un pomeriggio insolito.

Ringrazio comunque i signori di ATM, per avermi fornito argomenti sufficienti per decine di Tweet, riflessioni personali e anche questo post: e poi dicono che queste dolci personcine non fanno nulla per la comunità!

 

 

 

…Una cosa seria, però, la voglio dire.
Difendere i propri diritti è sacrosanto, l’ho già detto. E in questo periodo di crisi, quando il lavoro è così scarsi che i boss possono permettersi di chiedere tutto, ma proprio tutto ai loro dipendenti, perchè tanto se non lo vuoi tu, questo posto, ce ne sono altri 10 come te, difendere questi diritti è ancora più importante.
Ma come intendono, questi signori ATM, avere il sostegno del pubblico, di quelli che sui loro mezzi ci salgono, quando hanno una condotta così enormemente inappropriata, maleducata e odiosa?
Perchè, se io devo bussare ripetutamente al vetro della tua cabina per poter parlare con te che stai giocando al cellulare e che, quando e se lo fai, mi rispondi in maniera seccata, è davvero difficile che poi ti sostenga, quando lotti per i tuoi diritti.
E scherzare su come sarebbe facile attaccare una signora pagante, dal cui stipendio proviene il tuo, alla coda del treno e trascinarla da capolinea a capolinea, non è una bella cosa da dire.

Forse, prima di rinnovare il contratto di lavoro, “Voi dell’ATM” dovreste pensare a rispolverare il codice di comportamento.
E’ importante anche quello, sapete?

 

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