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Tanto per cambiare, questa sera la famiglia stregonesca ha cenato assieme. Il che è effettivamente più unico che raro, dato che Rambo ha degli orari improponibili…
Come gran parte delle volte in cui si verifica questa specie di “miracolo”, in ogni caso, al momento sto desiderando che tutto ciò non sia mai avvenuto.

Ve ne chiederete, senza dubbio, il motivo, no?
Ecco, diciamo che Rambo (che non si chiama così per vezzo) non ha una mente flessibile e non è particolarmente incline alle discussioni pacifiche. Nè ad ammettere di aver sbagliato un giudizio. E nemmeno a illuminare particolari lati del suo carattere che potrebbero essere annoverati nel computo dei difetti, a dirla tutta.
In più, diciamo pure che mia madre non ha il dono di tenere chiusa quella sua dannata boccaccia (nemmeno quando mangia, a volte. Il che è tra l’altro anche fastidioso).
Insomma, è scoppiata una meravigliosa lite/sproloquio paterno sull’attività rambica, che si è poi tradotta in un’accusa alle mancanze dei soci (…perchè Rambo non manca MAI. E se mai doveste azzardarvi ad accennargli il contrario, fatevi una bella assicurazione sulla vita, giusto per occuparvi delle vostre famiglie anche dall’altra parte). Discussione/sproloquio, dicevo che si è poi tradotta in una difesa del Socio di qualche post fa.

Non è il caso che io sottolinei in questa sede che tale difesa non mi è andata particolarmente a genio, nevvero?
E nemmeno l’aggiunta paterna riguardante il peso derivato da ciò che qualcuno dice e il mio, a suo dire, essere ancora un germe ha trovato il mio consenso, a essere onesti.
Ma tutto ciò non è importante a fini della mia riflessione.

Ciò che io mi chiedo in questo momento è piuttosto semplice. O forse no.
Come si “misura” una persona? Come si fa a stabilire di che tipo di essere umano si tratta, insomma?
Un vecchio detto dice che il valore di una persona si vede dalle proprie azioni. E certamente le parole sono azioni, no?
Per esprimerti in una frase di senso compiuto tu, o umano, devi deciderlo. Devi scegliere le parole da utilizzare, comporle in un ordine dignitoso, magari non cannando la grammatica. Parlare, comunicare è un’azione.
E quindi il valore di qualcuno si giudica anche da quello che dice. Oltre che da quello che fa.
Ma c’è sempre quell’incognita, quel non sapere quello che una certa persona non fa e non dice. In generale o in tua presenza (…che poi è lo stesso: occhio non vede cuore non duole, dice un altro detto).

E allora come la “pesi” una persona, come trovi le sue “misure”?
Secondo me è una cosa che va ad istinto, un istinto particolare che non proprio tutti hanno.
Di certo non Rambo, e Santi Numi si vede.

…Per curiosità, voi che “unità di misura” usate?