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A volte è difficile trovare argomenti interessanti per i propri post…soprattutto se la vita reale non ti da una mano. Insomma, non si può mica pretendere che una persona tragga ispirazione da ciò che le succede ogni giorno, se non le succede nulla di speciale, no?
E capita, quindi, che il blog rimanga orfano del proprio padrone di casa per giorni e giorni in cui la media delle visite giornaliere si restringe immancabilmente, fino a che non riuscireste a recuperare un solo articolo del vostro blog nemmeno se passaste la giornata su google.

E’ in questi momenti di noia assoluta, o di piccoli eventi (sfortunati o meno) che non sono abbastanza corposi da farci un bel post che gli Dei dimostrano a te, tapina mortale, la loro benevolenza. Facendoti smagnetizzare la tessera ATM.
Naturalmente tu, mortale tapina, non comprendi subito tale benevolenza, anzi ti ostini a passare la suddetta tessera al tornello, sperando in una sua guarigione miracolosa e creando dietro di te una fila allucinante di milanesi sempre di fretta -in quanto milanesi. I milanesi vanno sempre di fretta, anche quando non se ne rendono conto. Sappiatelo. -che sbuffano dietro di te.
Ecco, quando hai fatto questo genere di brutte figure un paio di volte tu ti rassegni, ti metti l’animo in pace. E programmi una gita all’ATM Point, aka l’ufficio abbonamenti dell’ATM. E lì, davanti all’operatore che il Fato ha voluto ti toccasse, comprendi che gli Dei esistono e in questo momento ti amano. O quanto meno che sono da annoverarsi tra i lettori del tuo blog.

Questo è quanto mi è successo oggi pomeriggio.
Esco di casa per andare all’oramai famoso ATM Point e, dato che ci sono, faccio anche merenda con una coppetta di gustosissimo gelato (Fior d’arancio e Stracciatella di alchechengi) completamente gluten free. Arrivata nel luogo della missione odierna, prendo il numerino e con sorpresa noto che ci sono solo cinque persone davanti a me. E tre operatori su quattro postazioni.
Stupita, rimango pazientemente a aspettare il mio turno e poi, al dling dlong, mi dirigo verso la postazione numero 3.

Tale postazione è occupata da un signore sulla quarantina, o forse meno, che da quando lo saluto prende insistentemente a fissarmi il seno e a parlarmi come se fossi una bambina di cinque anni. Io cerco di ignorare il tutto perchè uccidere un operatore dell’atm sotto una stazione della metropolitana in pieno centro a Milano potrebbe anche macchiare la mia immacolata fedina penale. Spiego in poche parole qual’è il mio problema.
<<Mi si è smagnetizzata la tessera>>
<<L’hai messa nel micronde?>> …
Ammetto che per un attimo mi sono soffermata a pensare a quanti ragazzini possano effettivamente aver pensato di vedere che succede a mettere la tessera atm nel micronde. Per un secondo solo, eh!
Dopo una mia risatina forzata e un suo sorriso condiscendente (…sempre al mio seno), l’operatore si decide a rifarmi la tessera.

Lo vedo che armeggia un po’ col computer, poi guarda la mia foto e mi dice.
<<Può togliersi gli occhiali, per favore?>>
Io penso di essere appena stata scambiata per una nota terrorista, così acconsento, al che questo mi sorride e commenta
<<Va meglio adesso, no?>>
<<Pensavo Lei fosse interessato a altro che ai miei occhi, a dire il vero>>.

Sì, lo so. Forse sono stata un po’ brusca. Ma è il mio carattere di Strega, che ci volete fare?
Mentre la tessera è in stampa il signor operatore pensa bene di rivolgermi ancora la parola
<<Vai a fare una passeggiata?>>
<<No, veramente devo andare a lavorare>>
Al che interviene l’operatrice della postazione 2, che aveva già il suo cliente ma che comunque doveva mettere il becco nei miei affari.
<<Eh, ma non puoi usufruire di quell’abbonamento lì, se lavori>>
<<Perchè, scusi? Mi hanno detto che non c’è alcun problema>>
<<Ma stiamo scherzando?? Tu hai firmato una falsa dichiarazione, questo è un reato! >> e sì, stava urlando <<Non puoi usufruire di questo abbonamento se lavori…>>
<<A meno che io non percepisca un reddito inferiore a 5000 euro annui>>
<<Ah. Beh, da come avevi posto la situazione, non sembrava>>

…Perchè, come avevo posto la situazione, esattamente? C’è qualcosa nelle mie parole che ha solo fatto cenno al mio reddito annuo? A me non pare… Sarà che per l’ATM sei un disoccupato, se percepisci meno di 5000 euro l’anno? Mah, misteri della vita!

Finalmente mi viene ridata la tessera ATM dall’operatore che, occhiali da sole o meno, non sembra proprio affascinato dai miei occhi (che invece di solito riscuotono molti complimenti: avrò sbagliato il trucco?), con un
<<Mi raccomando, stai attenta per strada>>.
Non è il caso di trascrivere la mia cortese risposta, comprensiva di un velato consiglio di dare del “lei” ai clienti, anche  a quelli giovani e con un bel seno.

Ed eccomi qui, sana e salva davanti al computer, a scrivere il mio post!
Dite la verità, non sono stati buoni con me gli Dei, oggi?

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