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E così ho terminato l’ultimo libro del ciclo di Christopher Paolini.
Vorrei tanto dire che mi sono commossa, che Eragon mi mancherà e che non vedo l’ora di leggere altro da questo autore, ma… Ma onestamente spero che Eragon rimanga in esilio per un millennio come da sua intenzione. E no, non mi sono affatto commossa, perchè la narrazione ha lo stesso pathos del petto di pollo che ho mangiato oggi a pranzo (…e lui, il petto di pollo, non è stato torturato e salvato da un redento Cavaliere, come è successo a uno dei personaggi di questa saga!).

Ammetto che “Inheritance” si risolleva dalla noia profonda e dalla lungaggine di “Brisingr”, ma semplicemente non è abbastanza. Non per ricreare l’atmosfera e le emozioni del primo libro.
Ci sono troppe situazioni e troppi personaggi che sono stati trattati con troppa insensibilità, quasi con indifferenza, a cominciare dal Malvagio di Turno, Galbatorix, che una fine banale come la sua non l’ha fatta neanche Voldemort (Vi ho spoilerato qualcosa? No, vero? E poi, ditemi chi non era sicuro che Galby sarebbe morto, alla fine! Appunto.). Per non parlare della consueta mancanza di sintesi da parte dell’autore.
Chris, credi davvero che sia interessante passare un capitolo e mezzo del tuo voluminoso libro a descrivere il volo di un drago su un cielo in tempesta? Per carità, per le prime tre pagine è anche interessante, ma casomai mi servisse una lezione di volo, sfoglierei un manuale specifico, non un libro fantasy!

Non so, sembra che crescendo -o arricchendosi. O diventando famoso, chi lo sa? -il giovane Paolini abbia perso qualcosa del suo talento narrativo… Nel ringraziamento ai lettori in fondo al libro, in ogni caso, dichiara di voler scrivere di altri personaggi, anche se non esclude un suo ritorno nel mondo sa lui creato.

…Io personalmente, Chris, ti consiglierei di cambiare argomento.
Non si sa mai, potresti tornare a stupire i tuoi lettori, o almeno quelli più puntigliosi come la sottoscritta. ^^

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