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…no, non parlo del film con Tom Cruise.

Colui che da il titolo a questo post non è altro che uno dei principali motivi del mio blocco: uno dei soci di Rambo nell’attività rambica.
Per chi non avesse colto i velati segnali che lancio ogni tanto, passo a descrivere l’attività rambica più nello specifico.
Rambo ha sempre lavorato in palestra, e ne possiede una da tempo immemore. Il lavoro come istruttore e insegnante di karate costituisce, dunque, la sua attività economica primaria, nonchè l’unica. Come definirla, dunque, se non attività rambica?
Ecco, appunto.

In questa attività, Rambo gode della fortuna (…?) di avere tre soci: una signora gattofila dai capelli rossi che spesso mi fa da cavia per i miei adorati paciughi, uno dei miei cugini dalla provata inutilità e lui, il Socio in questione.
Questo Socio è un allievo di karate rambico, e a quanto pare anche un amicone del cugino dalla provata inutilità (assieme costituiscono il gruppo delle Menti Pensanti della palestra: tra i loro più grandi successi c’è l’acquisto di una stampante xerox a laser, le cui 4 cartucce costano 90 euro l’una. Menti Pensanti, dicevo).

Il Socio non ha mai nutrito una grande simpatia per me, anche se davanti a Rambo ha fatto praticamente di tutto per fingere il contrario (incluso mentire spudoratamente e dire che sono l’idolo di sua figlia: la maturità che si raggiunge a 47 anni, eh?). Ammetto qui candidamente che i sentimenti di quest’uomo sono sempre stati ricambiati. I miei rapporti con una persona dipendono quasi sempre dal primo incontro, insomma giudico molto “a pelle” le nuove conoscenze e dalla tenera età di cinque anni a questa parte non mi sono mai sbagliata (beh, che volete? Sono o non sono Strega? ^^). E dalla prima volta che l’ho incontrato, e lo ricordo come fosse ieri, ho provato un certo qual disgusto per il Socio, che non ha mai trovato una spiegazione razionale fino a poche settimane fa…ma a questo arriveremo tra poco.
Dicevo che al Socio non sono mai piaciuta, e che lui non è mai piaciuto a me.
Tutto ciò non ha mai influito in modo particolare sulla mia esistenza, dato che praticamente i nostri incontri erano ridotti all’osso e che lui non si faceva mai vedere nella sede dell’attività rambica… finchè le cose non sono cambiate, finchè l’Apocalisse non è giunto.
Finchè il Socio, inspiegabilmente manager di una-società-che-non-nominerò, è stato licenziato. E è caduto in depressione. E per passare il tempo si presenta in palestra per parlare con Rambo o “lavorare” al computer. Non ho mai pensato che giocare al solitario fosse una nota importante nel curriculum di un manager.

Il Socio non mi saluta, e se per caso decide che sono degna del suo riconoscimento, lo fa in tono e maniera talmente sgarbati che è un miracolo che sia ancora vivo. Il Socio critica il mio operato per la palestra, non solo senza motivo ma anche senza fare lui stesso qualcosa di concreto. Il Socio mi tratta come una stupida rincoglionita davanti a Rambo, che non apre bocca (e qui si potrebbe aprire un altro meraviglioso post al vetriolo, ma cercherò di riservarlo per altri tempi). Il Socio vuole estromettermi dall’attività rambica.

Ora. Io sono un tipo vagamente territoriale.
Niente di grave, diciamo che sono dell’idea che, se nessuno entra nel mio territorio, nessuno si farà male. Un pensiero del tutto comprensibile, no?
Potete dunque immaginare la quantità di istinto omicida che mi ispira quest’uomo, ogni volta che lo vedo, ogni volta che esamina con occhio critico il mio lavoro, ogni volta che fa qualche appunto che sarebbe -dico, sarebbe. Forse. -stato utile un paio di settimane prima?? E non siete sorpresi quanto me che tale uomo di cui sopra sia ancora in vita e incolume?

Non è solo il modo in cui si comporta con me, comunque. E nemmeno il fatto che Rambo è convito che lui abbia sempre ragione, o che mi riservi tutto il rispetto che mi è effettivamente dovuto.
Il Socio utilizza lo stesso tono supponente con tutti, clienti compresi.
E i clienti, Santi Numi, non si trattano così. I clienti non sono numeri, soprattutto in una piccola realtà come la nostra, e nemmeno pezze da piedi. Sono persone, che hanno deciso di pagare per frequentare una palestra, per stare bene con se stessi e con gli altri. Se avessero voluto farsi mettere i piedi in faccia, suppongo avrebbero deciso di fare qualche straordinario in ufficio.

Io, con tutte le ore di meditazione e di riflessione sui principi Zen che ho accumulato recentemente, non sono umanamente in grado di sopportare la mera presenza di quest’uomo. L’idea di ignorarlo mi è completamente estranea, non mi riesce, non ce la faccio. E l’idea di un insulso disoccupato in declino, di un mezzo uomo che non è neanche in grado di rimanere fedele a sua moglie (…questo l’ho scoperto di recente. E lei SA!), di un poveraccio che ha bisogno di convincersi di contare qualcosa martirizzando il prossimo suo; l’idea, dicevo, del Socio che mi aggredisce a casa mia, senza che io possa difendermi per giunta, mi è completamente insopportabile.

 

…Si accettano quindi strategie per la sua pronta eliminazione.

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