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Sappiate che vi sareste sorbiti un ben diverso post, non avessi io fatto ripetizioni a una bambina di 9 anni, questo pomeriggio. Per quanto, dunque, sono sicura che vi sareste subito affezionati ai Belli del Mattino (…vi spiegherò…) e alle loro peripezie, oggi il tema da me scelto è il consumismo.

Come mi è venuto in mente di parlare di consumismo?
Orbene, come ho scritto poche righe più su, oggi pomeriggio sono andata a dare ripetizioni (pardon, lezioni di rinforzo) a questa bambina di 9/10 anni, che non ha proprio alcun bisogno della sottoscritta. La sua pagella verte sulla media dell’otto, otto e mezzo, sei pomeriggi alla settimana su sette sono occupati da lezioni di danza (…sfortunatamente la bimba è un po’ in carne. Non sarebbe una cattiva idea cambiare sport), pianoforte, inglese e nuoto… Signora madre, la lasci respirare questa bambina!
E invece no.

Dicevo, oggi pomeriggio ho illuminato la pingue piccina sui misteri del calcolo della circonferenza del cerchio (raggio X 6,28: ma come cavolo insegnano la matematica ai pargoli, adesso??) e ho buttato l’occhio sul suo cellulare. Sì, perchè dovete sapere che la nonna le ha regalato un cellulare per Natale. Un oggettino davvero utile alla veneranda età di 9 anni, no?
Ecco, fino all’ultima volta tale cellulare era un dual sim, di quelli con gli swarovsky  incastonati, ma ora è un bellissimo iphone 4s. E no, non sto scherzando.
Incuriosita dal divino oggetto posato sulla sua scrivania, tra peluches e poster di govani dive targate Disney, ne chiedo spiegazioni. La povera piccina sembra aver perso il cellulare di prima (…motivo immagino per cui non si regalano tali accessori ai bambini) e quindi suo padre ha dovuto prendergliene un altro.
Tutto chiaro, insomma.

Ecco, naturalmente alla bambina non ho detto nulla. Ma in testa hanno cominciato a frullarmi parecchie idee, soprattutto dopo averla vista mentre faceva giocare il gatto con l’iphone.

Se regaliamo con leggerezza articoli di un costo anche considerevole a bambini che chiaramente non hanno la benchè minima idea di cosa farci, figuriamoci quindi del loro valore, non stiamo forse esagerando un po’?
Non è forse il caso di darsi una calmata, e di non cambiare cellulare ogni anno, ad esempio, solo perchè è uscito un nuovo modello?
Sono l’unica che si domanda dove vadano a finire gli articoli sostituiti, e che si risponde da sola facendo mente locale a quel piccolo, enorme problema di smaltimento dei rifiuti? Non c’è nessuno, in sintesi, che si preoccupa realmente di quanto stiamo inquinando il pianeta, invece di straparlare sul buco dell’ozono e sulle auto ibride?

Badate bene, non è una cosa che accade solo coi cellulari et similia. Sprechiamo tutto, consumiamo tutto, come delle piccole locuste.
Pezzi di arredamento, vestiti, cibo, elettrodomestici. Sembra che niente, nemmeno un oggetto che entri a far parte delle nostre vite, possa durare quantomeno un lustro. E onestamente non credo che ciò avvenga soltanto perchè non fanno più le cose come una volta.
Le cose come una volta non vanno più, proprio perchè sono più difficili da consumare. E consumare sembra sia diventato lo sport mondiale, quindi…

Pare che abbiamo abbandonato i valori di una volta, quelli sì. Non ci affezioniamo più alle cose, alle sensazioni che ci regalano. Non ricordiamo più quanto le abbiamo desiderate e che fatica abbiamo fatto per ottenerle.
Utilizzando una frase di mio nonno materno, non teniamo da conto più nulla.

…Non è triste?

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