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Da tempo oramai immemorabile, il sabato pomeriggio è dedicato alla gita in famiglia all’Esselunga, per fare la spesa della settimana.
Chi di voi immagina una tranquilla famigliola che, tutta sorridente, si reca al celeberrimo brand italiano di supermercati, riempie con comodo una paio di borse e se ne va a casa trotterellando, non sa quanto si sbaglia.

Perchè andare all’Esselunga il sabato pomeriggio non è una passeggiata, è una guerra. Di quelle sanguinose.
Tanto per cominciare, la partenza dal covo stregonesco è rigidamente stabilita in un periodo che va alle 14.30 alle 14.45 del pomeriggio, quando  -borse frigo e non in spalla – ci si fionda in macchina e si affronta il periglioso percorso nel traffico cittadino verso il supermercato scelto. Che è praticamente dall’altra parte di Milano.
Una volta arrivati, si ispeziona il Nemico, ovvero gli altri shopper. Se è una giornata fortunata, c’è relativamente poca gente (…nel senso che si riesce a camminare), se invece è proprio un periodo di sfiga -come oggi, per inciso – di gente ce n’è un po’ di più. Ovvero una fiumana.

Sia chiaro, ogni membro della famiglia ha un suo compito preciso, che deve svolgere con precisione e in sincrono con gli altri. Il genitore rambico si occupa del carrello e dell’operazione riempimento buste della spesa. La genitrice si occupa di recuperare i beni che ci necessitano. Io mi occupo della parte tecnologica, ovvero del Presto Spesa.
Tale simpatico oggettino consiste, in pratica, in un lettore di codici a barre portatile, che il cliente utilizza per timbrare i prodotti che intende comprare. Una volta ultimato di fare a spesa, tale cliente porta il Presto Spesa in una delle casse apposite, dove pagherà il conto.
Come potete ben immaginare, il Presto Spesa, se ben utilizzato, fa risparmiare un sacco di tempo ai poveri tapini che si recano a fare la spesa grossa, per così dire. E questo risparmio di tempo garba assai al genitore rambico, la cui idea di “fare la spesa per l’intera settimana” consiste più o meno nel girare tra gli scaffali del supermercato come Alonso sulla Ferrari, arrivare alle casse, essere subito serviti, pagare e sfrecciare a casa.
Peccato che la spesa non si faccia proprio così.
I prodotti vano esaminati per stabilire la loro integrità e leggere la data di scadenza, ad esempio. E se poi siete come me, leggerete anche la provenienza del prodotto alimentare, controllerete se e come tale prodotto è stato allevato, i suoi componenti, e infine vi accerterete che la sua confezione sia quanto più eco-friendly possibile. Il tutto, naturalmente, sotto le smorfie e le grida del genitore rambico, che proprio non ce la fa a aspettare cinque minuti che voi abbiate finto di leggere quella maledettissima etichetta.

Ecco, una volta recuperato tutto quello che la famiglia stregonesca necessita per la settimana -e superate le mie obiezioni in materia ecologica, le grida di rambo e i tentennamenti della genitrice – ci si fa strada attraverso tutta la lunghezza del supermercato, evitando bambini urlanti, giovani sperduti che affrontano la spesa del weekend con espressione sognante (…dilettanti!) e gente cui dovrebbe essere proibito di maneggiare un carrello per legge. Qual’è la meta ambita?
Ma le casse, naturalmente! Per poter finalmente pagare tutti quei prodotti necessari al nostro sostentamento e tornare al covo. Non prima, però, di aver affrontato un’ultima insidia, che paradossalmente arriva da uno dei nostri maggiori alleati.

Sì, perchè il Presto Spesa fa risparmiare tempo, è vero, ma permette anche a gente ben poco onesta di intascarsi alcuni prodotti senza registrarli, e quindi senza pagarli. I geniali direttori di Esselunga si sono inventati, appositamente per scongiurare questa evenienza, il Ricalcolo Random.
Ogni TOT di tempo, insomma, un cervello elettronico comunica alla cassiera che la nostra spesa va ricontrollata, pezzo per pezzo, per verificare che i prodotti battuti da noi clienti siano proprio gli stessi che sono nel nostro carrello. Peccato però che tali prodotti si trovino già ordinatamente riposti all’interno della buste della spesa, e che quindi tocchi tirarli fuori e farli correre sul nastro della cassa; il tutto il più velocemente possibile per evitare che la coda che si sta già formando dietro di noi non raggiunga lunghezze mai viste prima.

Da quello che ho detto prima appare poi chiaro che a Rambo il Ricalcolo non piaccia minimamente. Tutte le volte che ci capita, infatti, non manca mai di rendere noto a chiunque si trovi nelle vicinanze la propria avversione per questo metodo di controllo mediante esclamazioni non proprio eleganti e commenti in tono brusco, per usare un eufemismo. Tutto ciò è condito dalla minaccia di ribaltare la cassa e la cassiera annessa, la prossima volta.

Una volta usciti dalla zona di guerra -aka, supermarcato -, è tutto una passeggiata!
Si trova parcheggio, si scaricano le borse e ci si rifugia in casa, più o meno segnati dall’esperienza, pronti per combattere ancora, il sabato seguente!

…Ecco, ora sapete perchè la prospettiva del sabato pomeriggio non mi rallegra mai più di tanto. ^^

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