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Un libro del mio autore preferito…
Ma io non ce l’ho UN autore preferito! Ho una lista, che non è tanto lunga, ma che è comunque una lista.
Ma non posso mica barare  anche in questa domanda, che tutto sommato è meno difficile delle altre, no? Che razza di Strega sarei se barassi sempre??

Quindi, adotterò il seguente procedimento.
Prima di tutto, sceglierò UN autore tra i miei preferiti attraverso un procedimento del tutto logico.
Scarto, ad esempio, tutti i signori -sì, sono in maggioranza scrittori e non scrittrici – che sono già passati a miglior vita, perchè mi pare improbabile che pubblichino qualcosa di nuovo in un futuro prossimo, e gran parte di chi legge le mie umili parole potrebbe già aver letto le loro opere.
La mia lista si è ridotta a circa la metà. E no, i miei autori preferiti non sono tutti morti giovani… c’è qualcuno che si azzarda a dire che sono all’antica?
Poi, considerato il mio istinto a divoratrice di libri di questi ultimi tempi, depenno anche chi scrive commedie. Per quanto esilaranti il signor Moore e il signor Millar (…io sto ancora aspettando il terzo libro di “Lonely Werewolf Girl”, eh! Ma faccia pure con comodo!) siano, la primavera incombente mi fa venire voglia di dramma. E azione. E realismo. Perchè non buttarci sui romanzi storici, allora?

Ecco, in questa categoria sono due i nomi degli scrittori del mio cuore. Valerio Massimo Manfredi e Bernard Cornwell.
E scelgo quest’ultimo, dato che ho già creato una categoria a suo nome, e si sa, la primavera rende pigri. 😛
Massimo, non preoccuparti. Scriverò di te, e de “Lo Scudo di Talos”, primo tuo romanzo che ho letto e che mi è rimasto nel cuoricino stregato.

Ma torniamo al caro Bernard.
Il signor Cornwell ha scritto libri e libri, ma io vi consiglio il mio preferito in assoluto. Il libro (…diviso in 5 tomi, ma non stiamo a spaccare il capello in quattro! ^^) che non manco mai di rileggere almeno una volta l’anno. Lui, il solo. “Il Romanzo di Excalibur”.
L’opera letteraria da cui viene il Merlino di cui parlavo qualche post fa, quella le cui parole non mi annoiano mai e che ucciderei per avere in lingua originale.
Buffo, in effetti, che io ami tanto questo libro e che non sia mai riuscita a trovarlo/leggerlo in inglese.

Penso che in questo libro la forza, il talento narrativo di Cornwell abbiano raggiunto il proprio limite massimo, e che l’autore non riuscirà mai, in ogni caso, a scrivere qualcosa di altrettanto bello, appassionante e vitale. Non ci sarà mai un altro Derfel, insomma. Nè un altro Merlino. E nemmeno un altro Artù, non come il suo.

…Quindi pensateci, a leggerlo, va bene? ^^

 

 

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