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E’ la prima volta che aderisco a un Blog Day in assoluto e non l’ho fatto con leggerezza, anche se la causa di questa ragazza è più che giusta. Ci ho dovuto pensare un po’, insomma; se fosse il caso di parlare di Rossella sul blog o meno. Se lo stavo facendo per i giusti motivi, se davvero sarebbe servito a qualcosa.

La risposta che mi sono data a questa ultima domanda è che probabilmente no, non servirà a nulla. Malgrado la stra-potenza di Twitter, che ha unito centinaia di blogger e ha sensibilizzato utenti in Italia e non solo, malgrado i tg e le celebrities italiche, che hanno fatto i loro appelli, sempre grazie a Twitter, tutto ciò non sarà decisivo per la liberazione di Rossella.
Nemmeno se i blogger diventassero magicamente migliaia.

Non sarà decisivo, dicevo, e probabilmente nemmeno di pratico aiuto. Certo, a meno che tra i rapitori di questa ragazza e dei suoi colleghi spagnoli non ci sia qualche appassionato di blog italiani, ma io onestamente ne dubito. ^^

Nemmeno il lavoro di Rossella lì, nel luogo dove è stata rapita, però, era decisivo. E nemmeno di pratico aiuto, se vogliamo guardare il quadro generale delle cose. Però Rossella Urru voleva comunque dare una mano, fare del suo meglio perchè le cose cambiassero. Il suo contributo al bene comune, o comunque vogliamo chiamarlo, era – e è – probabilmente pari a una goccia nell’oceano, però quella goccia c’è.

Ecco quindi perchè ho aderito a questa iniziativa, ecco il motivo della mia goccia nell’oceano.
Oggi unisco agli altri anche il mio blog-appello per Rossella Urru, una volontaria, una che voleva dare una mano, e che sta pagando per questo dalla seconda metà dell’ottobre 2011.
Faccio appello perchè si faccia tutto il possibile per liberare Rossella dalla sua prigionia, assieme a quanti altri sono nella sua stessa situazione.
Perchè possa continuare a dare quella sua goccia nell’oceano, che non è distinguibile dalle altre, forse, ma di cui sicuramente si sentirà la mancanza.

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