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Dunque, dunque, ecco il film dello scorso weekend.

“Albert Nobbs” mi ha tenuta lontana dagli ultimi episodi delle mie serie tv preferite e persino dalla seconda stagione di “The Walking Dead”, di cui colpevolmente non conoscevo l’esistenza fino a una settimanina fa. Ancora mi domando come ho potuto, ma quel che è fatto è fatto.

Torniamo al film.

Chi è Albert Nobbs? Un cameriere, apparentemente di mezza età, che lavora alacremente per mettere da parte i soldi sufficienti a acquistare un piccolo negozio e farne una tabaccheria. E all’inizio del film ha già messo su un bel gruzzoletto, che nasconde sotto un’asse del pavimento della sua stanza.
Ma le sterline non sono l’unica cosa che nasconde; Albert Nobbs è in realtà una donna, con un passato drammatico, e che non ha altro modo di tirare avanti che fingersi uomo. Questa finzione finisce poi per imprigionare Albert nell’immagine che da di sè, senza alcuna via d’uscita.

La vicenda scorre in maniera abbastanza lenta e monotona, con inquadrature sempre uguali  a sottolineare la ripetitività della vita del protagonista, e ammetto che il tutto risulta anche un tantino noioso… Quando anche gli eventi drammtici, che dovrebbero “scuotere” un po’ la trama, vengono trattati con lo stesso rimo compassato, uno quasi se li perde. Nella seconda metà del film, però, le cose migliorano un po’, giusto giusto quando i destino dei personaggi principali sembra portarli alla disgrazia. Tutto ciò fa molto Joyce, e in effetti siamo a Dublino.

E’, come dicevo, difficile mantenere l’attenzione su questa pellicola, ma ne vale assolutamente la pena per godersi appieno la straordinaria interpretazione dell’attrice protagonista, Glenn Close, che è incredibilmente perfetta. In ogni inquadratura, in ogni scena. In ogni lucidatura di scarpa e pulitura di orologio (…quando e se vedrete il film capirete ^^).
Anche il resto del cast -prevalentemente britannico, se non vado errata, è autore di una buona performance, che fa della pellicola un film impegnato -non certo un Blockbuster! 😄 -, ma non un colossale mattone. Il che mi dicono sia un bene.

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