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…Non ne ho la benchè minima idea!

Sono effettivamente solita leggere libri di tutte le taglie, ma per me il concetto di lunghezza applicato a un libro è relativo. Anche quando recensisco le mie ultime letture sulla libreria di Anobii (vedasi riquadro sotto a destra, grazie ^^), parlo quasi sempre di “agili volumetti”, o “tomini”, etc.

Un libro, quando è veramente bello, quando la lettura è scorrevole e la trama ti appassiona, non è mai veramente lungo. Fa parte della magia speciale della lettura di cui ho parlato quale post addietro, penso.

Per carità, ci sono dei libri che mi sono sembrati lunghi, eh! E’ che spesso coincidono con quelli che non mi sono piaciuti granchè, ecco. ^^

Ad esempio, recentemente ho trovato quasi interminabile “Brisingr”, di C. Paolini, e ne ho spiegato approfonditamente i motivi nel post dedicato a tale volumetto. Generalmente trovo incredibilmente lunghi i libri di Calvino, perchè io e questo signore non ci siamo mai presi molto e non credo che le cose cambieranno in futuro.
Contrariamente a quanto succede spesso, invece, ho divorato “La coscienza di Zeno” e ho letto abbastanza velocemente “Senilità”, per poi scoprire perchè un altro famoso libro di Svevo si chiamasse così. “Una vita”: più o meno quello che ci vuole per finire di leggerlo.

Comunque, salvo libri noiosi o autori in cerca di lauti compensi per un romanzo in più, tendo a seguire a regola che più pagine ci sono in un libro, meglio è. Con buona pace dei criteri di lunghezza comuni!

 

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