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Domanda difficile!

Generalmente coi libri ci azzecco abbastanza: i volumetti -agili o meno ^^ – che mi scelgo io di solito mi piacciono. Magari non sono tutti nella biblioteca del mio cuore, insomma, ma mi divertono tutti, ecco.

…Quelli che mi regalano…
Ecco, quelli non sempre sono de bei libri. ^^

Il più recente fiasco in materia di libri regalato risale a metà dell’anno scorso, più o meno, quando mi hanno regalato i volumi del ciclo “The Vampire Diaries”, in lingua originale, naturalmente. Che non tutti sono in grado di regalarmi dei libri, ma tutti sanno che preferisco leggere le cose nella lingua in cui sono state scritte (su richiesta, riserverò un post a motivare la mia scelta: farlo qui sarebbe troppo lungo e rischierei di annoiare qualcuno ^^).

Torniamo alla saga vampiresca che ha dato recentemente vita a un telefilm, giunto nel mezzo della sua terza stagione, e che a me poi non dispiace… Ecco, i libri sono tutt’altra cosa.
I prime tre (o quattro, ho un paio di tomi che racchiudono due volumi ciascuno, mi sembra…non andrò a ricontrollare :P) sono anche abbastanza leggibili, se tralasciamo l’assoluta piattezza dei personaggi -tranne uno, siamo sinceri -, la prevedibilità della vicenda e l’odio profondo che si prova per i protagonisti. Poi però si cade veramente nell’Inferno letterario!
Non mi addentrerò sugli aspetti che più mi hanno fatto orrore, come ad esempio il linguaggio bambinesco, la trama inesistente e palesemente scritta a caso, il Grande Crimine fatto contro l’unico personaggio non piatto di cui sopra, etc., sappiate solo che a un certo punto non ce l’ho più fatta.
Ho dovuto abbandonare la lettura. (E generalmente io ho una certa resistenza, in fatto di libri!).

Ho sentito un paio di pettegolezzi su Lisa J. Smith, autrice di “The Vampire Diaries”, che la davano come totalmente asservita alla casa editrice, che era  -non si sa come -entrata in possesso dei diritti d’autore e che quindi la obbligava a sfornare sempre nuove avventure sui Vampirelli da lei creati… Tutto ciò potrebbe effettivamente spiegare la scarsa qualità dei suoi ultimi romanzi.

Non si dovrebbe mai scrivere per denaro.