Dunque, ho ultimato giusto ieri l’ultima fatica del signor V.M. Manfredi, “Otel Bruni”.
Il genere, quello del romanzo storico, è uno tra quelli a me più congeniali, ma ammetto che di solito prediligo epoche un po’ più…lontane? Antiche? Possibilmente prima di Cristo?
La prima metà del Novecento è un periodo storico complicato, sia per la vicinanza che per le conseguenze che ha ancora sulla vita di tutti i giorni, è solitamente mi pesa un poco leggerne, ma il signor Manfredi è uno dei miei autori preferiti da tempo immemorabile, e proprio non potevo esimermi dall’immergermi nella sua ultima opera letteraria…

…che è davvero molto bella.
Diciamo pure che potremmo considerare “Otel Bruni” alla stregua di un “Buddenbrock” italico, un po’ più sintetico, forse (il che non guasta, immagino). ^^
La capacità di Manfredi di tenerti incollata alle pagine del libro  rimane assolutamente intatta, anche se il linguaggio utilizzato è indubbiamente più lineare e semplice per meglio adattarsi alla vita contadina della pianura emiliana. I suoi personaggi poi, sono sempre estremamente realistici, vari e per nulla banale, tanto che è davvero un piacere vederli destreggiarsi tra le loro avventure, siano esse un combattimento in trincea, o un comizio socialista. O una lotta tra partigiani, oppure ancora un processo per sapere chi ha sparato al dottore.
Di un romanzo del genere, che copre situazioni così diverse, eppure che si concludono tutte pressapoco allo stesso modo, lasciando strascichi pesanti suoi sopravvissuti, è difficile parlare. Sappiate solo che ne consiglierei la lettura a chiunque, dal più pragmatico lettore di saggi al più sognatore tra gli amanti della finzione. Nessuno ne rimarrà deluso.

 

Certo, le atmosfere esotiche e sognanti di “Alexandros” o di “Lo Scudo di Talos” qui non ci sono…ma una volta ogni tanto fa bene a tutti cambiare, no? Anche al signor Manfredi!

…Che non diventi un’abitudine, però!
^^